Adi Shankar, il produttore cinematografico a prova di YouTube

YouTube, così "giovane" eppure così diffuso.
La piattaforma che quest’anno ha spento le undici candeline ha cambiato per sempre l’industria dell’intrattenimento, relegando in un angolo il palinsesto televisivo e il suo target ultracinquantenne. Come competere con un canale di distribuzione gratuito, libero e accessibile a tutti? Darwin insegna che la sopravvivenza non è questione di forza ma di adattamento.
 
Così televisione e cinema hanno dovuto reinvertarsi, in primis  per raggiungere il pubblico adolescenziale, principale spettatore presente e futuro.  YouTube non è sempre un competitor, ma può rappresentare un campo di sperimentazione, soprattutto nell'ambito della gestione dei contenuti. Gli youtubers, ragazzi che realizzano filmati il più delle volte amatoriali spaziando tra argomenti vari, collezionano migliaia di visualizzazioni. Il produttore cinematografico nel frattempo si morde le mani, non sapendo più che strategie adottare per portare la gente in sala. Spesso però si tratta solo di vedere le cose da un altro  punto di vista. 
 

YouTube sforna continuamente nuovi fenomeni, ma consente  di testare nuovi format a costo zero. Qui entra in gioco Adi Shankar. Mix tra un metallaro e un dark, a prima vista sembra un adolescente arrabbiato. Ma basta fare un giro sul suo canale per scoprire un giovane  produttore di Hollywood  che lavora nel campo dei corti indipendenti, con attori di primo piano.  Il nome  parla da sé: Bootleg universe, cioè registrazioni audio-video illegali. Perché? Sono corti che eludono le spese di produzione, spesso al limite del legale. Shankar riesce ad aggirare diverse clausole solo perchè i filmati  non risultano a scopo di lucro. A differenza di molti il giovane californiano ha scelto di non mescolare cinema e web, evitando di promuovere sulla piattaforma ciò che pochi mesi dopo verrà proiettato nelle sale.

Short-movies duri e violenti, con ambientazioni metropolitane. The Punisher: dirty laundry è stato il primo: in due anni ha collezionato due milioni di visualizzazioni. Una piccola comparsa di Ron Perlman e un approccio personale al personaggio di fumetti conosciuto come il Punitore. Venom,Truth in journalism  è invece incentrato su un supereroe dell’universo Marvel mai approdato al grande schermo. Ultimo arrivato del canale vede come protagonista James Van Der Breek, stella un po' in declino della fiction anni ’90 ( era il Dawson di Dawson’s creek per intenderci), che rivisita la figura del Power ranger in stile incattivito. Risultato? 3 milioni di visualizzazioni in pochissimo tempo e una diffida della casa madre dei guerrieri in armatura fluo nell’utilizzare i propri personaggi ( poi aggirata legalmente).Pochi mesi fa un’altra serie online, Jidge Dredd e un corto animato incentrato sulla figura di 007. 
 
Guadagna Shankar da tutto questo? No. Ma  YouTube è utile come contenitore di test, come campo di prova di giovani registi a cui è lecito dare una possibilità per dimostrare le proprie competenze. Shankar ha capito che il nuovo non è sempre il nemico, ma è necessario il know-how, la piena comprensione degli strumenti a disposizione. Elemento su cui i produttori italiani sono piuttosto reticenti.
 
 
Power Ranger unhatorized.  Guarda il video>>
 

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