Aggiungi valore alla natura ☢

Energia da batterie organiche? Ecco l’idea di Green Energy Storage

Green Energy Storage è una startup innovativa dedicata alla creazione di batterie organiche

green energy storageGreen Energy Storage è una realtà che dal 2015 si dedica allo sviluppo di energie rinnovabili a batteria, con il CEO Rodolfo Pinto (bergamasco di soli 27 anni) che ha acquisito competenze nel campo dopo una formazione all’Università Bicocca di Milano e una prima esperienza nella holding di famiglia, la Skyres.

Dalle batterie per l’energia solare ed eolica all’efficienza energetica per ottenere elettricità pulita, di questo si occupa Green Energy Storage grazie ad un pool di professionisti tutti italiani specializzati nella ricerca di nuove tecnologie che possano contribuire ad innovare il settore delle energie rinnovabili.

Leggi anche: Powerwall, energia da parete

Di cosa si occupa Green Energy Storage

green energy storageDopo Harvard, è arrivata la collaborazione don l'Università di Tor Vergata e la Fondazione Bruno Kessler, ma per Green Energy Storage si è aperta al crowfunding raccogliendo finora oltre un milione di Euro.

Dopo gli inizi in Skyres, che ha come attività principale quella di scouting, hi-tech e company building, è arrivata Green Energy Storage (di cui la holding possiede la quota di maggioranza).

Leggi anche: Business green, creare un'impresa di pulizie ecosostenibili

La parola al CEO di Green Energy Storage

green energy storage15Rodolfo Pinto ha raccontato della sua esperienza con Green Energy Storage:

Iniziammo un'attività di scouting che ci portò su un articolo di Nature dell'Università di Harvard e li iniziammo una trattativa con l'ateneo americano. All'inizio c'era un po' di diffidenza. Ma li abbiamo convinti con i risultati.

Hanno potuto toccare con mano gli accordi commerciali che eravamo pronti a mettere in campo e le nostre capacità di ricerca e sviluppo. E anche un po' dalla follia di andarci a prendere un brevetto in una fase del tutto embrionale.

Il problema dell'accumulo delle energie rinnovabili è che le stesse rinnovabili, come vento e sole, sono intermittenti. Il nostro sistema di accumulo permette di immagazzinare l'energia anche per lunghi periodi. Questo grazie all’Antrachinone, una molecola organica che si può estrarre dalle piante ma anche dagli scarti del petrolio, in un'ottica di economia circolare.

Questa molecola, insieme ad un altro elettrolita, è in grado di immagazzinare energia: una batteria appunto semi-organica.

C’è tempo fino a febbraio 2019 per poter sostenere la startup tramite crowfunding.

felice catozzi

 

di Felice Catozzi

 
 

 

google playSeguici anche su Google Edicola »

 

loading...
Continua...

Come ricavare abiti dagli scarti del vino

Bisogna fermare l'inquinamento.

vegea1Il riscaldamento globale è oggi più che mai una minaccia reale e spaventosa: c’è chi, nonostante tutto, non si abbatte e anzi preferisce rispondere alla calamità con un’attività volta alla produzione ecosostenibile.

Come? Attraverso gli scarti del vino. Si tratta dell’italiana Vegea e grazie ad un brevetto di bio-upcycling agroalimentare, la startup è in grado di creare tessuti ecosostenibili.

Vegea ha innovato nel settore e il lavoro della startup italiana ha ricevuto il primo premio del Chivas Venture 2019, un concorso internazionale dedicato alle attività innovative capaci di migliorare l’impatto sociale.

Il bello di questa società è riuscire ad abbinare due prodotti tipici del Made in Italy come i vini e l’abbigliamento.

loading...

Come funziona Vegea?

vegea6La trasformazione della vinaccia in tessuti di abbigliamento di Vegea è un processo concepito per sostenere l’ambiente, tutelare gli animali e fornire un impulso vegano e cruelty-free al settore della moda, del design degli arredamenti e addirittura nell’automotive.

Creare un laboratorio sartoriale dagli scarti di tessuto

Un bel colpo, se pensiamo che la H&M Foundation ha stretto una collaborazione diretta con la startup.

 Chivas Venture 2019

chivas-venture5Arriva quindi la premiazione italiana del Chivas Venture, che porterà Vegea a competere con altre startup alla finale internazionale del contest per un totale di venti proposte che si sfideranno ad Amsterdam il prossimo 9 maggio per l’evento The Next Web Conference.

Alle prime cinque idee vincenti spetteranno una serie di premi per un ammontare complessivo di un milione di Euro. Fattore non secondario sarà il pubblico di questa manifestazione, comprensiva di oltre 2.500 imprenditori.

I vantaggi dello sviluppo e della crescita di Vegea

vegea16Consideriamo l’impatto che Vegea potrebbe avere sul Sistema Italia: il nostro Paese è il più grande produttore mondiale di vino, con una produzione di oltre 55 milioni di ettolitri all’anno;

Di conseguenza, sono tonnellate gli scarti comprensivi di bucce, semi e raspi, con un materiale di partenza davvero ingente per la startup e una valorizzazione dei rifiuti fino a questo momento  destinati  alla spazzatura.

Svuotarmadio, il sito italiano per vendere i tuoi abiti usati

Inoltre, obiettivo della società è di contattare e coinvolgere gli altri paesi tra i più produttivi nel settore vinicolo come Francia e Spagna.

Insomma Vegea non manca certo di materia prima. E allora un brindisi e in bocca al lupo alla startup!

felice-catozzi

 

di Felice Catozzi 

 


 

google playSeguici anche su Google Edicola »

 

Continua...

No all’utilizzo della plastica usa e getta! Utilizziamo bioplastica a base di alghe

Da un’idea di una designer cilena nasce la plastica a base di agar agar

bioplastica-biscottiIl fenomeno della plastica nei mari è una delle emergenze più inquietanti a livello ambientale presenti oggi: un fenomeno che rischia di diventare presto ingovernabile e che provoca ingenti danni agli ecosistemi ed alla salute umana. La buona notizia è che c’è chi sta lavorando per ovviare a questo grosso problema.

Forse abbiamo già sentito parlare di bioplastica a proposito di imballaggi fatti con le patate o con il grano , adesso è il momento della plastica fatta con agar agar, gelificante vegetale ottenuto da alcuni generi di alga rossa, già usato anche per creare bottiglie di acqua eco-friendly e commestibili. In particolare l’utilizzo di questo nuovo materiale completamente vegetale è previsto per la  creazione di imballaggi per la pasta ed i biscotti monouso.

L’idea

Bioplastica pastaParte da una designer cilena, Margarita Talep, l’idea di sostituire i classici imballaggi usa e getta con confezioni che hanno tempi di degradazione piuttosto brevi: parliamo infatti di soli 2 mesi durante l’estate e 4 mesi durante l’inverno e la cui consistenza e composizione fosse adatta alla conservazione di cibi secchi come pasta e biscotti.

I gusci d'uovo? La bioplastica del futuro

Il materiale

Il materiale si ottiene come già detto da agar agar, ma vi è di più. Questo, infatti, è composto anche da altri ingredienti naturali quali mirtilli, cavolo viola, carote e barbabietole, utilizzati per la sua colorazione, che donano al materiale plastico delicati toni pastello. Vengono inoltre utilizzati additivi naturali. 

loading...

Come viene fabbricato il materiale?

E’ sufficiente far bollire l’agar agar a circa 80 gradi, aggiungendo coloranti e acqua. Il liquido caldo viene quindi fatto colare in alcuni stampi e, raffreddandosi a temperatura costante, assume prima una consistenza gelatinosa per poi seccarsi e diventare simile alla plastica o alla carta plastificata. Per chiudere le confezioni, inoltre, non vengono usate colle di alcun tipo ma esclusivamente calore, il che rende questo materiale ancora più “green”.

Quando verrà impiegato

In realtà non si sa ancora quando e se verrà impiegato su larga scala, quello che è certo è che si tratta di un materiale molto versatile e resistente che potrebbe sostituire la plastica in numerose occasioni.

 

di  Simona Esposito  

 


 

google playSeguici anche su Google Edicola »

 

Continua...
loading...

✉ Iscriviti alla newsletter


☝ Privacy policy    ✍ Lavora con noi