Worksumer il lavoratore di oggi e domani

Creativo, orientato alla conoscenza e alla ricerca di una rete sociale e di soluzioni di lavoro flessibili e soprattutto felice perché può fare cose che fanno parte della vita privata, questo è il Worksumer.

Arriva direttamente dalla Silicon Valley

L’idea di sentirsi (quasi) a casa sul luogo di lavoro e la conseguente creazione di spazi come We Work che hanno trasformato gli uffici in luoghi dove è possibile rilassarsi, incontrare gli amici, cenare e fare ginnastica senza bisogno di muoversi da un posto a l'altro. 

Nasce cosi anche un nuovo profilo di lavoratore che si chiama worksumer. Work (lavoratore) + consumer (consumatore), persone le cui esigenze di consumo sono legate strettamente al modo di lavorare.

Chi sono

Sono lavoratori aggiornati, creativi, molto flessibili e con molto talento che svolgono il loro lavoro in spazi che permettano loro di gestire la mancanza di tempo libero derivante dal fatto che sono sempre raggiungibili e reperibili grazie alla tecnologia. Generalmente sono lavoratori altamente qualificati, pubblicitari, designer, comunicatori, consulenti, che oggi hanno tra i 30 e i 40 anni e vivono nelle metropoli.

I loro luoghi di lavoro

Il loro ambiente di lavoro deve stimolare la loro creatività e per questo deve essere dotato di palestre, bar e salottini informali. L’obiettivo è che si senta rilassato e felice, solo così potrà gestire lo stress derivante da un lavoro bello ma dal quale praticamente non si stacca mai. 

La perenne connessione e reperibilità,infatti,necessitano che il lavoratore debba mescolare il tempo del lavoro con quello libero, ecco perché sempre di più il mercato si orienta verso la creazione di luoghi di maggiore svago e conoscenza.

In Italia

Questi luoghi di lavoro “innovativi”in realtà sono già stati realizzati in passato in Italia, con la Olivetti ad esempio. 

Attualmente non siamo ancora ai livelli di Google e Facebook, però la nostra legislazione sta mostrando segnali di apertura verso un tipo di lavoro che si possa coniugare con la  vita privata attraverso la regolamentazione dello smartworking (telelavoro) e del coworking (lavoro in cui lo spazio è condiviso con altri professionisti facilitando la collaborazione).

Siamo però indietro per quel che riguarda il lavoro totalmente online e ad oggi la creatività e le strategie del lavoratore sono ricercate dallo stesso esclusivamente nella vita professionale e non in quella privata.

Simona

Giovani, carini e disoccupati. Guarda il video