Water footprint: è la goccia che scava la pietra

Materiale prezioso, sempre meno disponibile e patrimonio di pochi.
Non stiamo parlando dell’oro, ma di una sostanza di uso molto più comune: l’acqua. Aprire il rubinetto per la popolazione occidentale è un gesto talmente scontato da non dargli quasi peso. In effetti capire come viene utilizzata e quant’è importante questa risorsa non è facile; Water footprint nasce per quest’esigenza: indicatore  del consumo idrico,  si basa sia all’uso domestico che allo sfruttamento destinato alla produzione di  alimenti e prodotti.  Il calcolo può essere riferito al singolo o alla comunità e valuta il livello di sostenibilità delle nostre abitudini e dei nostri acquisti.
 
La definizione è stata creata nel 2002 da Arjen Hoekstra, esperto di Water Management all’Università di Twente, nei Paesi Bassi. Il professore ha analizzato i fattori che determinano il consumo idrico. A giocare un ruolo fondamentale è l’approviggionamento alimentare. Il settore agricoltura richiede infatti il 70% dell’acqua utilizzata  nelle diverse attività umane. Se questo è il presupposto, ciò che scegliamo di mangiare  ha un' influenza decisiva.
 
È  stato  stimato che l’impronta idrica di un vegetariano oscilla tra i 1500 e i 2600 litri, contro i 3000/5000  di una persona che mangia carne. Motivo della disparità? La filiera dell’allevamento richiede una quantità di acqua maggiore, soprattutto per produrre foraggio. Quindi sarebbe molto più vantaggioso ottenere calorie, proteine e grassi di origine vegetale. 
 
Numerose organizzazioni hanno messo a disposizione calcolatori online in grado di misurare e valutare i consumi alimentari in base al consumo idrico. La più nota è la Water Footprint network, che dispone di due calcolatori, uno più rapido e uno più approfondito, che analizzano numerosi aspetti della quotidianità.  Sul sito  del WWF si trova  una versione animata, più comprensibile  e in chiave nostrana, in cui è inserita una maggior quantità di prodotti relativi alla dieta mediterranea ( pizza, pasta, formaggio).
 
 L’organizzazione fornisce anche una lista di suggerimenti per preservare l’acqua, un bene talmente prezioso da essere definito "marmo blu":
 
  1. Bevi acqua dal rubinetto
  2. Riduci il consumo di carne
  3. Privilegia i prodotti biologici
  4. Riduci gli sprechi, anche ai fornelli
  5. Mangia cibi non troppo eleaborati
  6. Acquista prodotti con poco imballaggio
  7. Evita il pesce appartenente a specie sovrasfruttate ( merluzzo, salmone, pescespada)
  8. Scegli frutta e verdura di stagione
 

Il nostro contributo potrà sembrare una goccia del mare. Non è la forza che cambia la situazione, ma la costanza.

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