Vuoi avere successo online? Il fallimento fa parte del gioco

Nell’epoca di Internet nessuno può dirsi “arrivato”. Il termine è ormai completamente superato, considerando che la tecnologia ha ridefinito i ritmi di vita e lavoro accelerandoli. Nei giorni scorsi vi abbiamo raccontato la storia di Diego Mulfari e dell’azienda di famiglia, esempio concreto di come sia possibile affrontare la crisi rovesciandola in un’opportunità. Oggi diamo la parola direttamente a lui, sperando che il suo entusiasmo e la sua tenacia spronino le persone attualmente disoccupate a rimettersi in gioco.
 
Quali sono le prime tre domande che deve farsi un giovane che ha una passione e sta provando a trasformarla in lavoro sfruttando le potenzialità di Internet?
 
Ciao Francesca e grazie innanzitutto per la tua intervista su Formicargentina.it. 
 
Posso rispondere alla domanda dicendoti quelle che mi sono posto io: “C’è una domanda latente che posso intercettare? La mia passione ha già un mercato di riferimento? Conosco le tecniche di promozione online?”. Più sotto ti spiegherò che tipo di analisi ho fatto per creare Mulfarimbianchino.com.
 
Lavorare attraverso la Rete: quali sono i principali punti di forza e quali le criticità maggiori?
 
Per quanto mi riguarda i punti di forza sono la possibilità di esprimere completamente la propria creatività, vedendo il proprio progetto crescere piano piano e poter entrare in contatto potenzialmente con chiunque lo possa supportare (ad esempio attraverso LinkedIn). 
 
Le maggiori criticità sono invece la gestione della propria motivazione: credo infatti che oggi il compito più difficile sia essere consapevoli che per intraprendere un percorso imprenditoriale bisogni abbattere tutte le resistenze e i condizionamenti mentali generati negli anni. 
 
In breve, credo che noi italiani dobbiamo iniziare a esorcizzare la paura del fallimento. 
 
Rispetto a molti Paesi evoluti, l’Italia presenta infatti ancora oggi un grande digital divide culturale, generato secondo me da una percezione del fallimento non tollerabile. 
 
Edison diceva «non ho fallito. Ho solo provato 10 000 metodi che non funzionavano». Dovremmo avere sempre in mente le sue parole.
 
C’è ancora molta ignoranza (o comunque scarsa informazione) su cosa significhi lavorare/vendere su Internet. Molti pensano, che online equivalga a gratuito e/o scarsamente professionale. Cosa risponderesti a chi ha questa visione falsata delle cose?
 
A coloro che hanno ancora questo pensiero distorto rispondo con i numeri: nel 2014 in Italia il settore dell’e-commerce ha fatto registrare un incremento del 16%.
 
Nel 2015 si prevede un’ulteriore crescita del 15%, conducendo l’intero mercato nostrano a movimentare oltre 15 miliardi di Euro.
 
Tra i prodotti più venduti è di certo il settore dell’informatica a far registrare l’incremento di vendite maggiore: nel 2015 ben il 26% in più rispetto all’anno precedente. A seguire il settore dell’abbigliamento con un +23% di vendite rispetto al 2014. Seguono quindi i settori dell’editoria e grocery che fanno registrare un +21%.
 
Penso non ci sia da aggiungere molto altro, se non che noi wwworkers (lavoratori della Rete, vedi wwworkers.it) produciamo il 2% del PIL
 
Dopo aver lanciato la propria attività online c’è quasi sempre  un periodo in cui gli affari faticano a ingranare. Come fare a capire se si tratta di un fisiologico assestamento o se è meglio “cambiare strada”?
 
Internet è completamente monitorabile: attraverso il tool di Google AdWords possiamo sapere quante persone cercano i nostri prodotti e servizi: una volta fatta questa analisi, il nostro compito è quello di farci trovare giorno per giorno, scalando ad esempio la SERP di Google o attraverso campagne pay-per-clic.
 
Attualmente si riesce anche ad intercettare la domanda latente, attraverso il tool di Facebook “gestione delle inserzioni”: dopo aver segmentato il nostro target per dati anagrafici, si può andare a filtrarlo per interessi. Se c’è una domanda latente, il nostro compito sarà dunque quello di portarla “allo scoperto”. Non ci sono più scuse per fallire!
 
Cosa suggeriresti invece a chi ha visto fallire il proprio progetto online? Come si può ricominciare in Rete reinventando il proprio lavoro?
 
Io consiglio di lavorare molto sulla propria crescita personale e l’automotivazione: per quanto mi riguarda, la cosa più difficile nel reinventarsi è stata quella di abbattere i miei autosabotaggi e le mie resistenze mentali generate negli anni: anche qui Internet mi è venuto in aiuto grazie a grandi blog di crescita personale come Efficacemente.com, molti libri trovati grazie all’ottimo sistema bibliotecario Brianzabiblioteche.it e video motivazionale trovati su YouTube.
Se fallisce un progetto online, ma anche nel mondo reale, le cause possono essere molteplici, ma sicuramente in fase di analisi c’è stato un errore di valutazione oppure non si credeva fino in fondo al proprio progetto.