«Spesa al supermercato? Ne faccio a meno da due anni»

Gennaio 2015. 

elena-tioliQuesto il momento in cui Elena Tioli, 33enne di sangue modenese, sceglie di non entrare mai più in un supermercato.

«Impossibile» è il pensiero comune. Ma la scalata sembra sempre difficile fin quando un buon proposito non diventa reale. E questa giovane donna, che si definisce ex consumatrice inconsapevole, non solo c’è riuscita, ma ha voluto diffondere il verbo tramite il blog Vivi come mangi, al quale è seguita la pubblicazione del libro Vivere senza supermercato.

Maialini interi nel banco frigo

Elena_Tioli

Tutto partì in quel di Palma di Maiorca«Camminavo per le corsie del supermercato. A un certo punto mi è caduto l’occhio in uno di quei grandi contenitori frigo per la carne: c’erano dei maialini interi, piccoli, integri, con gli occhi chiusi, sottovuoto. Non mi era mai capitato in Italia di vedere niente del genere» rivela Elena in un’intervista su Il cambiamento.it

Da lì l’esame di coscienza: quanto le nostre scelte personali influenzano l’intero sistema? È giusto dar sempre la colpa alla società senza nemmeno fare un tentativo di cambiare le cose, partendo da sé stessi e dalle proprie tavole?

Dal giorno in cui Elena si è posta queste domande, ha  deciso che era tempo di darsi delle risposte.

Vivere green è una scelta difficile…ma vale la pena

Elena_TioliNon entrare più in un supermercato (quando tutti sappiamo quanto sia comodo, per questioni di tempo, aver già tutto disponibile e diviso in scaffali) non è una decisione da poco. Si tratta di cambiare totalmente stile di vita e modo di acquistare.

Fondamentale  il contatto con il Movimento della decrescita felice di Roma, nelle persone di Lucia Cuffaro e Stefania Rossini, veterane dell’associazione. «Sulla spesa la cosa che più mi ha aiutato è stato il Gas, il Gruppo di acquisto solidale con cui acquisto quasi tutto. Ogni settimana arriva verdura e frutta a km zero. E poi ho riscoperto mercati e negozietti in cui vendono prodotti sfusi».

«All’inizio non è stato facile. Comprando prevalentemente online ho dovuto imparare a fare i conti nel medio-lungo periodo, come conservare gli alimenti, destreggiarmi nell’autoproduzione (questa sconosciuta!) e a tamponare l’emergenza. Se una sera ti capitano amici a cena, come si fa? Per fortuna s’impara in fretta».

La cosa più difficile da sostituire sembrano essere i prodotti per l’igiene e il bagno. Profumati, di mille forme e colori ma in realtà un mix letale di sostanze sintetiche e derivati del petrolio. «Ora faccio tutto con un buon sapone di Aleppo, saponette naturali e deodorante autoprodotti».

Inoltre, i tre veri alleati delle pulizie ecologiche li troviamo comunemente in casa: bicarbonato, aceto e acido citrico, per fare di tutto, dalla pulizia dei sanitari alla cucina.

Da non dimenticare anche il vantaggio in termini economici di una scelta simile. «Un litro di ammorbidente (brillantante o anticalcare) mi costa sui venti centesimi, un deodorante trenta centesimi, il pane per una settimana, fatto in casa con farina integrale e pasta madre, sui due euro».

 
Riscoprire il gusto del cibo

FruttaLa decisione di Elena non dipende semplicemente dal fatto di voler ridurre al minimo gli sprechi ma anche dal riscoprire cibi e gusti che prima non considerava. Non è il supermercato in sé da stigmatizzare ma tutto ciò che ci sta dietro: gli imballaggi, i costi di trasporto delle merci, tutta la sistemazione ad hoc dei prodotti per farti acquistare il più possibile.

«Non andarci mi fa stare bene. So da dove arriva quello che mangio e come vengono fatti i prodotti che utilizzo. Mi piace decidere in che tasche far finire i miei soldi, evitando di finanziare multinazionali e, nel mio piccolo, dando una mano a forme di produzione alternativa, più sostenibile e giusta».

 

di Irene Caltabiano

 
 
 

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