Violenza sulle donne: se non è straniero la colpa è di lei

È ormai nelle case di ogni italiano la notizia della 15enne stuprata a Roma nella notte entro il 29 e il 30 Giugno.
In carcere con prove schiaccianti il militare calabrese di 31 anni Giuseppe Franco.
Franco avrebbe finto di essere un poliziotto per farsi seguire dalla ragazzina e condurla poi in un giardinetto isolato ove avrebbe abusato di lei.
 
G.F. avrebbe dovuto assumere qualche giorno dopo un nuovo incarico a Taranto. Ma stavolta la sua vita inquadrata fatta di palestra, self control, divisa, ordini e sicurezza è inciampata nel non programmato. Non è riuscito a nascondere quella notte infernale …e chissà che non ne esista anche qualche altra su cui è stato calato il sipario.
L’evidenza dei fatti lo ha messo con le spalle al muro. 
E speriamo vivamente che la nostra cara giustizia non ci regali una sentenza nauseante come spesso accade.
 
La ragazzina romana sarà accompagnata dal ricordo di quegli interminabili momenti nella costruzione del suo percorso di vita, delle sue prossime relazioni, degli amori, delle amicizie. È un marchio a fuoco che brucia l’animo e spegne i sogni che a quella età sono il motore dell’esistenza.

 

Eppure ci tocca leggere le parole dell’italianoide medio che, vestito di chissà quale autorità e dall’alto della sua saggezza, di colui che ha la soluzione a tutto, alza il suo bel tono baritonale per dire che se lei avesse scelto un abbigliamento più “consono” e a quell’ora avesse poggiato il capo sul guanciale sicura tra le pareti di casa, beh allora non sarebbe accaduto. In fondo se l’è cercata. Ovviamente queste sentenza sono arrivate una volta chiarito che, il poverino provocato dalla sfacciataggine della 15enne, è italiano e non rom, rumeno, immigrato ecc.… per inciso sono certa che ci saranno ora i cori che urlano contro il “terrone”.
 
Carissimi connazionali, da donna, voglio poter essere libera di girare come accidenti desidero e a qualsiasi ora senza che un depravato qualsiasi, uno di quelli che sperimenta il proprio triste tentativo di autoaffermazione attraverso l’erezione del suo membro, si senta autorizzato a portare le sue squallide mani a contatto con il mio corpo.
Parliamo di una bambina. 
E vorreste approfittare di questi abominevoli episodi per fare una banalissima indagine sulla crisi valoriale odierna, fatta di demagogia spicciola e parole prive di senso e significato?
State solo distraendovi dalle vostre brutture e dai vuoti esistenziali che vi portate dentro.
E seppure si fosse trattato di una donna adulta, credete davvero che per il solo fatto di indossare magari una minigonna o un abito succinto, un animale qualsiasi (e mi scuso con gli animali) possa decidere di farsi guidare dal ragionamento che proviene dal di sotto della sua cintura e farle violenza? 
 
MAI, in nessuna circostanza e con nessuna giustificazione di qualsiasi tipo, nessuno può arrogarsi il diritto di sfiorare anche solo con il pensiero una donna che non sia consenziente.
David Colangeli ha in pochissime parole fatto la triste sintesi del tutto. 
Colangeli scrive:
“Piccolo bignami per commentare sull'internet i fatti riguardanti la violenza sessuale.
a) se non è negro è lei la troia
Fine.”
Che sia italiano, rumeno, anglosassone, padano o “terrone” (come vi piace usare questo termine in senso dispregiativo) … è un depravato che ha commesso una violenza e merita di essere punto. La colpa è sua e di nessun altro.
Punto. 
Questo è quanto. 
 
Spero vivamente ci saranno risparmiati gli studi sulle ferite non rimarginate della sua infanzia che lo hanno condotto a tale meschinità.
Poiché al di là di tutto restano i fatti. E i fatti hanno distrutto l’immaginario di una adolescente che a 15 anni è già delusa del genere umano.
Questo non può avere giustificazioni, questo non può trovare scuse, questo non può in alcun modo alleggerire la coscienza dello stupratore (ammesso ne abbia una).
 

 

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