Una donna su 5 subisce molestie sessuali sul posto di lavoro

Battutacce 

Pacche sul culo ed inviti a cena, sono la norma, non un’anomalia.

Sono queste le parole di una giornalista nel suo romanzo dal titolo "Toglimi le mani di dosso"  una storia vera di ricatti sul lavoro che parla delle molestie sul posto di lavoro, delle umiliazioni e degli abusi che una giovane giornalista ha dovuto subire dal suo direttore.

Narra del “porco al lavoro” con il quale noi donne abbiamo a che fare troppo spesso: ”ci prova con tutte, belle e brutte, alte e basse, magre e grasse. Single, sposate, mamme e nonne .Basta che respirino!”.

Violenza

I dati parlano chiaro: il 99% dei ricatti  non viene denunciato nonostante l’altissimo numero di donne che nelle loro vita lavorativa hanno subito molestie.

La giornalista ha stabilito che ”le donne più colpite sono quelle tra i venticinque e i quarantaquattro anni, diplomate e laureate, nelle grandi città del Centronord, nei settori dei trasporti, delle comunicazioni e della pubblica amministrazione”.

La paura di parlare.

Si tratta di una vera e propria violenza che andrebbe denunciata e la cui omertà protegge “i porci a lavoro”. La giornalista racconta della paura derivante dall’essere considerata “sfigata” in caso di denuncia, di perdere il lavoro e quindi lo stipendio che ti da mangiare e della paura del calvario che, come per ogni violenza, prevede il subire la lungaggine dei processi e dover dimostrare la violenza. 

Cosa non semplice dal momento che “le avances e le pacche avvengono in assenza di testimoni”.

Colpa del sistema 

Quali sono le colpe del nostro sistema lavorativo? La nostra generazione invece di andare oltre, cerca di sopravvivere in un sistema lavorativo vecchio e riusciamo solo ad arrancare. E non c’è storia: o sei raccomandato o vai a letto con qualcuno, se no resti ai margini e non riesci a diventare un protagonista!

Ed, infatti, l’uomo ricopre la quasi totalità dei ruoli importanti all’interno sia del pubblico che del privato.

Quindi, vale la pena lottare! Ora che sappiamo che si tratta di violenze, dovremmo capire come fare a cambiare. Senza lasciare il lavoro.

Simona

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