To be honest? Basta con le app per timidi o pavidi

Che Sarahah sarebbe caduta in fretta nel dimenticatoio era prevedibile.

to-be-honestMa per ogni app che muore ce n’è sempre una neonata, pronta ad ammorbarci. Così la versione autunnale di Sarahah è spuntata come un fungo sui cellulari degli adolescenti americani e, garantito, ci metterà poco a diffondersi a livello mondiale.

Si chiama To be honest e fa leva sugli stessi meccanismi della piattaforma sorella: curiosità e anonimato. La differenza è che stavolta il cyberbullismo va per esclusione.

Cioè?

adolescente

To be honest funziona per sondaggi. Si tratta di domande poste in positivo e in qualche modo spinge gli altri a scegliere i personaggi più popolari della propria cerchia di contatti. 

Non c'è spazio per insulti o cattiverie o, perlomeno, non in maniera diretta. I quesiti sono del genere: "Chi ti fa ridere di più?" "Chi organizza le feste migliori?". Ci metto la mano sul fuoco che i looser, i presunti sfigatelli, i timidini o i tipi con l’acne adolescenziale saranno comunque esclusi dai giochi.

ScopriIl meccanismo ha un limite di tempo (si può rispondere solo a un certo numero di domande per un periodo preciso). Quando un utente citato nel sondaggio viene votato riceve delle gemme che può utilizzare per sbloccare altre funzioni, al momento non sviluppate. Le gemme sono rosa se la provenienza dei voti è femminile, blu se maschile.

La piattaforma, messa sul mercato e inventata dall’azienda Midnight Labs, ha scalato velocemente le classifiche dell’app store. Al momento è disponibile solo per iOS e in alcuni Paesi degli Stati Uniti ( Florida, Washington, Texas, California, Connecticut) ma è probabile diventi presto disponibile anche per Android.
 

Controindicazioni?

anonimatoMi sembra di sentire la trama di un high school movie. Non vieni “citato” da nessuno sull’app in questione, indi rimarrai fuori dalla cerchia dei giusti. 

To be honest… riprendere il coraggio a due mani ed evitare di filtrare il pensiero attraverso uno schermo?Non sarebbe meglio, anziché concentrarsi sull’anonimato (elemento che ultimamente fa impazzire i genietti della Silicon Valley) tornare a metterci la faccia e avere il coraggio delle nostre opinioni, positive o negative che siano? Soprattutto in un periodo come quello adolescenziale, fondamentale per la costruzione della propria personalità. 

O si corre il rischio di crescere dei pavidi che non avranno il coraggio di esprimere a chiara voce ciò che pensano.

irene-caltabiano

 

di Irene Caltabiano

 

 
 
 
 

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