Siate affamati. Siate folli

Il mio primo computer è stato, all’inizio degli anni Novanta, un Commodore 64 beige che sembrava un tostapane. Poi è arrivato il PC con MS-Dos, Windows su un ThinkPad, il Motorola Microtac e poi..., poi è arrivata Apple!
Tutto quanto ho scritto e pensato da allora nasce in ambiente Apple. Oggi le foto dei viaggi, la musica che mi piace, i documenti di lavoro, gli appunti vocali, perfino i miei 2 "€urini" stanno dentro accrocchi marcati Apple.
 
Anche se fatico a usare il forno elettrico e mi rifiuto di capire i misteri della lavatrice (mando tutto a trenta gradi e incrocio le dita), Apple mi ha permesso di fare un sacco di cose sofisticate in modo intuitivo.
Anche la Formica Argentina è stato pensata con un dispositivo di Apple, e su prodotti di Apple tutti noi visualizziamo e testiamo i nostri articoli e video.
Sì, sono un partigiano. Partigiano e onorato.
Per questo riapro i nostri discorsi mettendo insieme alcune tessere utili a capire lo straordinario genio di Jobs. 
 
Il ritratto bello e documentato che ne fa Beppe Severgnini per il Corsera
"Come si riconosce un genio? Qual è il confine tra un imprenditore e un rivoluzionario, tra un produttore di oggetti e un progettista di futuro? Forse accade quando un' industria forma una cultura, un prodotto si trasforma in un' abitudine e un uomo diventa un paradigma: testa inimitabile, vicenda imprevedibile, successo irriproducibile. È il cervello che conta: i girocollo neri e i Levi' s 501 si comprano..."
 
L’articolo di Steve Hayden, il copywriter che scrive lo spot 1984 e ricorda il lavoro con Jobs come «la sfida di una vita». Kenn Segall invece progetta Think different, altra campagna leggendaria. E racconta che al suo bel testo Jobs aggiunge una chiosa semplice, che però è la chiave di una visione: i folli, gli anticonformisti e i ribelli sono quelli che fanno progredire l’umanità.
 
Sull’attenzione ai dettagli di Jobs c’è un aneddoto di Vic Gundorta, vicepresidente Google. Che riceve una telefonata di domenica mattina mentre è in chiesa. Il problema così urgente è una certa tonalità di giallo
 
Infine, due discorsi. Il primo riguarda il rebranding di Apple, costruito sui valori prima che sui prodotti. 
 
Il secondo è il notissimo discorso ai neolaureati di Stanford nel 2005, in cui Jobs dice in modo semplice e indimenticabile la propria storia e lancia un’esortazione che rimane nella mente di tutti. 
Un invito e una necessità: stay hungry, stay foolish. Siate affamati, siate folli.
 
Duccio