Quel viaggio partito da un pollo a quattro zampe

Andare da una parte all’altra dell’Italia a costo zero. 
Chi non ha mai fantasticato, soprattutto durante la monotonia delle giornate lavorative, di partire per destinazioni sconosciute e senza un soldo in tasca? A riuscirci non è stata una persona ma un’intera famiglia, che ha persino registrato  integralmente il percorso.  I Basadonne hanno girato Unlearning, docu-film  che ci catapulta in una realtà in cui autostop, baratto, carpooling, comunitarismo e  eco-villaggi rappresentano la norma. Lucio e Anna, coniugi genovesi, si sono svincolati da quotidianità e routine giornaliera e sono partiti all’avventura, trascinando con sé la piccola Gaia.
 
Molti genitori penseranno che la coppia sia quantomeno incosciente a esporre la propria figlia a un rischio simile. Eppure  le immagini dimostrano che  non c’è da pentirsi di incontri fatti con un sistema di viaggio così lontano dalla classica agenzia. Al contrario, possono rivelarsi quelli che ti cambieranno la vita.
 
 La scintilla che ha spinto la combriccola a partire è stata un bizzarro disegno di Gaia. La bimba un giorno ha scarabocchiato un pollo a quattro zampe, dimostrando così di ignorare il reale aspetto dell’animale. « Per me e Lucio quell’immagine è stata uno specchio » dice Anna.  « In quel foglio abbiamo visto le nostre scelte , l’impostazione della nostra vita non più di coppia ma di famiglia. È stato il carburante che ci ha spinto  a pensare al viaggio. Intendiamoci, a noi piaceva la nostra vita, il nostro lavoro e non siamo scappati da niente e da nessuno. Solo abbiamo desiderato mettere tutto in pausa per vedere le nostre scelte da un altro punto di vista ».
 
Ovviamente l’organizzazione non è stata immediata, ma ha richiesto sforzo e capacità di adattamento. In rete la giovane coppia ha trovato molte piattaforme per cui si poteva offrire lavoro in cambio di vitto e alloggio. Helpx, Workaway, Woofing, ma anche Couchsurfing: la community è risultata  molto utile per soggiorni di una notte  durante  spostamenti da una località all’altra. Blablacar e autostop sono stati i mezzi più utilizzati, ma anche Homelink, sito internazionale che permette di scambiare casa in maniera sincrona, cioè nello stesso periodo, o soggiornando in tempi diversi.
 
La lezione più importante del viaggio è stata il rinnovato rapporto con la natura, non più paesaggio di sottofondo ma fattore vitale, che ha rivoluzionato i ritmi quotidiani. L’originale banda ha vagabondato per centottanta giorni (percorrendo 5821 km), vissuto con trentotto famiglie, dormito con gli Elfi ( comunità pistoiese che vive in ruderi e terreni occupati), lavorato in un circo, conosciuto le abitudini freegan. Spesa totale? Poche centinaia di euro. «La giornata tipo non esiste, tutto è dipeso dalle necessità biologiche e dal lavoro svolto nelle varie realtà visitate. Per esempio, negli eco-villaggi a prevalenza agricola, i tempi erano scanditi dagli orari dei campi e dalla preparazione dei pasti. Diversa la pagina del circo Grioni, dove tutto ruotava intorno alla messa in scena di spettacoli. Oppure l’esperienza nella comunità degli Elfi dove ciascuno gestiva i suoi tempi come preferiva. Forse, per scansione oraria, la scuola libertaria è l’esperienza più simile all’agenda genovese: sveglia presto, pranzo, rientro a casa…però la qualità delle ore di lezione le ho trovate veramente interessanti! ». 
 
E Gaia? La mamma afferma che il trauma da esperienza è un’invenzione del nostro modello culturale. La piccola è stata sempre coinvolta in tutte le scelte e la famiglia ha avuto molto tempo per stare insieme. Non tutti i momenti sono stati facili, ma sicuramente la bimba ha ricevuto un regalo che pochi genitori penserebbero per i propri figli.
 
Un’esperienza unica, complicata e meravigliosa allo stesso tempo, che sarà fonte di ispirazione per i novelli Kerouac. La distribuzione del documentario non è ancora chiara ma una cosa è certa: la famiglia Basadonne trasmette entusiasmo, determinazione, coraggio e fiducia nel prossimo. I giusti ingredienti per un viaggio indimenticabile.
 
 

 

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