Programmatori VS web designer: la legge del più forte

Word Press, Drupal, Wix.
Ecco i CMS open source, ovvero piattaforme che permettono, tramite template già preimpostati, di creare siti o blog gratuitamente. Tutto molto bello e democratico. Se non fosse che, chi ha studiato per anni come rendere accattivante una pagina web, è rimasto in un limbo indistinto,  indeciso se darsi all’ippica o reinventarsi.
 
In realtà, nonostante Internet esista da vent’anni, c’è ancora molta confusione sulla figura del web designer. Quest’essere mitologico, nelle grandi aziende, rappresenta l’anello di congiunzione tra il creativo e il programmatore. Un po’ artista, un po’ tecnico, deve ottimizzare i markup, cioè caratteri o icone che devono avere determinate funzioni all’interno di una piattaforma;  Questo evita non solo ai programmatori di rimettere mano alle aree dinamiche, ma investe il web designer di un ulteriore carica: parlare con il creativo, per semplificare la grafica che non dà gli effetti voluti. Più spesso invece, nelle piccole realtà o nello sconfinato mondo dei freelance, il web designer è il tutto fare, costruttore dell’intero sito, dalla programmazione all'estetica Oggi al malcapitato vengono richieste competenze che vanno dalla conoscenza del 3D , alla configurazione dei server, fino ai linguaggi informatici più utilizzati. 
 
Come direbbe Darwin, qui entra in gioco la sopravvivenza della specie. La bilancia pende assolutamente a favore dei programmatori, nel caso di un' eventuale scelta di una figura da assumere. Il programmer infatti può tranquillamente scaricare uno dei tanti template, bypassando la figura del web designer e sfruttando successivamente le sue competenze nel coding per evolvere la base già disponibile. Il web designer può anche costuire la grafica più potente del mondo, ma se  non sa nulla di Java o Python non andrà molto avanti.  
 
Oggi, peraltro, si sono aperte opportunità che surclassano anche l'esperto di informatica. Chi ha budget ridotto  può affidarsi a Facebook e alle sue fanpage, che, ai fini pratici, performano quanto un sito. Per non parlare di piattaforme come Square space o LiveRestò, sistemi all inclusive  che permettono lo sviluppo completo di un sito web, senza grandi skill pegresse.
 
Sarà forse l’estinzione della specie del web designer? No.  La categoria sarà destinata, armata di buona volontà, a convergere nella figura del programmatore o  sviluppare professionalità ancora nuove? Si. In fondo il darwinismo sociale affermava che a resistere non era il più forte fisicamente, ma il più capace di adattarsi all’ambiente circostante.
 
 
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