Papa Francesco, il social media manager di Dio

Apre la Quaresima con Whatsapp, diffonde il Verbo su Twitter , lancia Keep lent,  social che propone il versetto del giorno.
Che Francesco sia un Papa sui generis si era capito fin dall’inizio. La sua capacità di utilizzo degli strumenti di comunicazione odierni è arrivata a farlo definire  un social vivente.  La differenza infatti non sta semplicemente nel quando, ma nel come.  Bergoglio intende la divulgazione  nel senso più alto del termine,  non come monologo, ma ascolto e attenzione all’altro. Cosa che, soprattutto su Internet, regno di autocelebrazione e di detentori di verità assoluta,  non avviene.  Sarà mica  la capacità di adattarsi ai mezzi della società cui vive, sottolineandone pregi e difetti, la sua grande forza?
 
  « La velocità dell’informazione supera la nostra capacità di riflessione e giudizio e non permette un’espressione di sé misurata e corretta. La varietà delle opinioni espresse può essere percepita come ricchezza, ma è anche possibile chiudersi in una sfera di informazioni che corrispondono solo alle nostre attese e alle nostre idee, o anche a determinati interessi politici ed economici altri ». Queste le parole di Bergoglio durante le 48esima giornata delle Comunicazioni sociali. Marshall McLuhan impallidirebbe. « Il coinvolgimento personale è la radice stessa dell’affidabilità di un comunicatore» continua.« Proprio per questo la testimonianza cristiana, grazie alla rete, può raggiungere le periferie esistenziali».
 
Credo che, al di là delle convinzioni religiose, Papa Francesco sia una personalità che ha qualcosa da insegnare, anche ai più 

astuti social media manager. Quale strategia di marketing è più efficace del credere in modo viscerale nel proprio "prodotto", tanto da esserne testimonial in prima persona? Ciò che per gli stratega della comunicazione è il target, per Francisco rappresenta il prossimo. 

Ci sarà un  esperto di marketing anche dietro Papa Francesco, come si scoprì qualche mese fa per il deludentissimo Gianni Morandi, che credevamo portatore sano di genuinità? Non penso, o comunque mi piace  credere che non sia così. I comportamenti di Francesco sono in linea con ciò che dice. Come non fidarti di uno che professa, nelle sue encicliche, che non sono le strategie comunicative a garantire bellezza, bontà e verità della comunicazione?
 
 
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