Migreen food, l'invasione dei micro-ortaggi

Sono piccoli, energetici e hanno numerose proprietà nutrizionali.

micro-ortaggiI micro-ortaggi si stanno facendo sempre più spazio sul mercato europeo e americano, ormai tipicamente identificati come super food, particolarmente sano e nutriente.

Cosa sono?

Semi non portati a completa maturazione, il cui ciclo produttivo può variare da dieci a quindici giorni. Esteticamente graziose, le piantine si presentano con foglioline di diverse forme e colorazioni, dal gusto intenso a seconda del tipo di ortaggio. Possiedono generalmente un’alta concentrazione di vitamine C, E e K.

Il trend mini, ancora poco diffuso in Italia, è stato tuttavia intercettato da Milena Mastropierro, classe 1988, laureata in International management, pugliese doc. Alcune esperienze lavorative poco significative e tanta volontà di realizzare qualcosa di proprio, la giovane comincia così a consultare alcuni studi sui micro-ortaggi condotti da Istituti di ricerca americani, per poi scoprire che uno dei punti di riferimento in Italia era presso la facoltà di Agraria dell’Università di Bari.

Come si coltivano i micro-ortaggi

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Un impianto di produzione intensiva indoor, con un sistema multistrato di quasi due metri e mezzo di altezza;led specifici, alimentati da energia fotovoltaica, in modo da avere un prodotto fresco tutto l’anno, riducendo l’impatto ambientale. In uno spazio così ridotto, si può raggiungere un’alta capacità produttiva: 140 cartoni a settimana, ognuno contenente otto vaschette da 250 gr di freschi micro-ortaggi.

E alla fine arriva Migreen food

I prodotti coltivati dalla startup sono principalmente a km 0 e richiamano i sapori tipici della Puglia,  come le classiche (mini) cime di rapa. Sia il processo di coltivazione che di selezione dei prodotti è supportato dalle professionalità di esperti del settore, con cui sono state strette delle partnership: il dott Lucarelli, agronomo e consulente tecnico e Felice Sgarra, chef con Stella Michelin.

migreen-foodI micro-ortaggi sono usati principalmente con funzione decorativa del piatto, vista la varietà di colorazioni, per cui sono anche molto diffusi nel mercato dei ristoranti gourmet. Elemento che permette di usarli ad esempio come complemento ad altri ingredienti, per creare insalate, bruschette, contorni e piatti vegani.

Le mini-verdure verranno inoltre trasferite grazie a una partnership con un distributore pugliese e arriveranno in alcuni ristoranti e sale ricevimenti della provincia di Bari. L’obiettivo entro l’anno però è coprire anche le province di Taranto, Brindisi e Lecce.

Un modo intelligente di unire tradizione, innovazione e amore per la propria terra.

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di Irene Caltabiano

 

 

 
 
 

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