Matrimoni precoci: le spose-bambine delle baraccopoli romane

Spose bambine

sposa-bambina-8«A dodici anni mi confrontavo con gli altri che si sposavano e pensavo: E io? Avevo paura di sentirmi sola, diversa»

Normalmente, purtroppo, attribuiremmo queste parole a una bambina indiana o africana. Zone del mondo in cui le spose-bambine sono un fenomeno diffuso, che si cerca costantemente di arginare. E se vi dicessi che è la frase di una ragazzina che vive in una baraccopoli di Roma?

Si crede che tematiche complesse come i matrimoni precoci rimangano circoscritte a determinate aree del globo. Una ricerca dell’associazione 21 Luglio, onlus che promuove i diritti di bambini e bambine, dimostrerebbe il contrario.

Si chiama Non ho l’età il reportage che si interroga sulle nozze di minorenni che che vivono nei quartieri bassi della capitale. Obiettivo? In primis comprendere la natura di tali unioni e, successivamente, offrire spunti interpretativi.

La ricerca

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Risulta che, dopo aver svolto numerosi focus group, su un totale di 142 individui che si sono sposati senza aver compiuto la maggiore età, il 50% ha meno di 18 anni, il 72% tra i 16 e i 17 e il 28% tra i 12 e i 15 anni. Ma, soprattutto, il fenomeno colpisce le donne per un 72%.

La domanda è: perché? Perché in un mondo in cui si lotta per l’emancipazione della donna, per essere riconosciute come tali c’è ancora bisogno di legarsi ad un uomo?

 

La risposta è complessa. La prima motivazione riguarda l’aspetto socio-culturale collegato alla sfera sessuale. La verginità ha ancora un valore intrinseco e sostanziale per la comunità, per l’uomo ma anche per le ragazze che ne sono portatrici. Perciò il primo rapporto deve necessariamente avvenire dopo il matrimonio.

Sarebbe questo a spingere i minorenni a sposarsi prima del tempo: vivere i propri sentimenti senza essere sottoposti a condanna sociale.

Il matrimonio? Unica opportunità di realizzazione

spose-bambine-6Questo quando si tratta di scelta volontaria. Ci sono invece casi in cui il matrimonio forzato è una pura strategia genitoriale per sincerarsi che “la verginità delle proprie figlie venga persa in uno spazio considerato sicuro e socialmente accettabile”.

Per lo stesso motivo i genitori preferiscono che i figli, in età adolescenziale, non frequentino più le scuole: infatti, venendo a contatto con una vasta gamma di coetanei, è più probabile che abbiano esperienze sessuali pre-matrimoniali.

Tuttavia le nozze precoci non sono solo una questione di principio, ma spesso legati a questioni economiche. Venendo da contesti disagiati, la scuola viene percepita dai giovani nè come reale possibilità di elevazione sociale, nè un investimento utile per il futuro. Dunque, soprattutto le ragazze, vedono come una soluzione quella di accompagnarsi ad un uomo il prima possibile.

Il matrimonio rappresenta un’opportunità di realizzazione, un modo di investire tempo, energie e capacità perlomeno in un contesto come quello familiare. La realtà delle baraccopoli infatti è totalmente priva di stimoli.

«Qui al campo non c’è niente da fare. Rimani sempre allo stesso punto, finché non ti sposi e hai un po’ di responsabilità familiare» rivela una delle ragazze intervistate. 

La pressione sociale è fortissima, come emerge dalle parole delle giovani spose. «Se stai con qualcuno per tanto tempo senza sposarti e poi ti lasci, tutti parleranno male di te. Allo stesso modo, frequentare il proprio ragazzo per un lungo tempo prima di decidere di convolare a nozze espone alle critiche
 altrui, perché «se poi ti lasci, tutti parleranno male di te, anche se non avete fatto sesso – diranno che sei maleducata, strana, non sei capace di stare con qualcuno e che sei egoista»; «se stai troppo a lungo con un ragazzo prima di sposarlo allora le persone parlano male di te, dicono che non sei più vergine»; «le persone hanno un atteggiamento negativo verso chi ha un danzato e non lo sposa. Tutti sanno che lui la deve sposare». 

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di Irene Caltabiano

 

 

 

 
 

 

 

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