Maratona Cucchi: il traguardo è la verità

La strada per la giustizia è ancora lunga. I familiari  di Stefano però non si sono rassegnati, e hanno deciso di percorrerla ...di corsa. Il 31 Ottobre a Roma, in zona Parco degli Acquedotti, circa 400 persone hanno indossato una pettorina partecipando alla Maratona degli affetti, gara solidale con i protagonisti della triste notizia di cronaca.  L'evento, fortemente voluto dalla famiglia Cucchi, ci ricorda che la forza proviene dall’ amore per le persone care.
 
Il memoriale si è svolto nell’area in cui la terribile vicenda è cominciata. La corsa è infatti partita da via Lemonia, dove il 15 ottobre 2009 il geometra romano era stato arrestato per spaccio di sostanze stupefacenti. Una settimana dopo esalava l’ultimo respiro all'ospedale Sandro Pertini, vittima di soprusi, abusi e illegalità. 
 
<<Sono passati sei anni dalla morte di Stefano e in questo tempo abbiamo corso e non ci siamo mai fermati, siamo caduti e ci siamo sempre rialzati perché non abbiamo mai smesso di crederci. Non abbiamo mai smesso di sperare che quella stessa giustizia che sei anni fa uccise Stefano possa essere “davvero giusta” e uguale per tutti: adesso stiamo cominciando a vederlo>> .
 
 
Queste le parole di Ilaria, sorella del trentunenne diventato ormai simbolo della violenza di Stato. La sentenza del 21 Ottobre 2014 decretava l'assoluzione  di tutti gli imputati in secondo grado di giudizio. Una  dichiarazione che cancellava le speranze e gli sforzi fatti fino a quel momento dai parenti della vittima. A pochi giorni dalla prescrizione, la confessione di reato di due carabinieri ha permesso la riapertura delle indagini. Ora gli inquisiti sono cinque militari: due accusati di falsa testimonianza, tre per lesioni aggravate.
 
La sorella e la madre, durante la manifestazione, hanno  espresso la volontà di ricordarlo non con tristezza, ma trasmettendo un messaggio di speranza. Una giornata importante, svoltasi tra momenti di riflessione,  sport, attenzione ai temi affrontati e 
molta commozione da parte dei presenti.
 
Dal palco sono stati menzionati i tanti, troppi ragazzi morti mentre erano sotto la tutela dello Stato: i più noti Aldrovandi, Uva, Ferrulli, Magherini. Per l'occasione l'attore Valerio Mastandrea ha letto alcune parole di Stefano:  << Papà, io non credo che si possa vivere una seconda volta perciò godiamoci insieme questa di vita e affrontiamo insieme ogni traversia che ci sarà>>.


Una sorta di testamento del ragazzo, che ha dato alla famiglia la forza di trasformare  un dolore così grande in un percorso di civiltà e coraggio.
 
 
Il commovente discorso della sorella Ilaria...Guarda il video:
 

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