Lui & Lei. L'amore è una questione di punti di vista

“Oggi a pranzo ho mangiato tantissimo.”
È grottesco come certe magre asseriscano di stramangiare quotidianamente senza essere mai colte in flagranza di reato: tramandano oralmente di banchetti ai quali hanno preso parte, di cene nelle quali hanno perso la dignità avventandosi su malcapitati buffet, di compleanni che hanno regalato loro 3-4 kg proprio lì, tutti sui fianchi.
Eppure non esiste un solo testimone che possa confermare questi accadimenti, non c’è una sola foto che le ritragga colpevoli di overdose da cibo né un video che riprenda quest’orgia calorica.
Lui e Lei.
Si guardano, si piacciono, ordinano.
Lui impavido si lancia su pizza con tonno e cipolla, non teme un imbarazzante post cena.
Lei, insalatina di rito.
Nell’attesa, Lui continua ad adularla, riempiendola di complimenti.
Lei è bravissima ad incassarli.
Già, perché è innata la capacità di una persona nell’accettare i complimenti, ringraziando senza scomporsi, facendo capire all’interlocutore che, nonostante ne abbia sentiti molti in vita sua, non ci si abitua mai.
Io, per esempio, risulto impacciata, goffa e, se qualcuno mi dice qualcosa di carino, finisce pure che mi incazzo.
Sono un’analfabeta nella gestione delle gentilezze, mentre Lei ha come minimo un dottorato.
Lui e Lei.
Scherzano, flirtano, aspettano.
Arriva la pizza grondante di vita e l’insalatina da obitorio.
Lui mangia, Lei lo guarda.
Lui le dice: “Ne vuoi una fettina?”
Lei risponde: “No, i carboidrati dopo le 17 non li mangio, poi è tutta unta..c’è pure la cipolla … no no, va benissimo la mia insalata”, e sorride mentre addenta un grissino.
Lui e Lei.
Mangiano, bevono, ridono complici.
Lei lo guarda.
Lui le dice: “Una fettina minuscola, non attenterà la tua linea perfetta”.
Lei risponde: “No, davvero. Sto scoppiando”.
Scoppiare di cibo immaginario, esplodere per ciò che mangiano altri, saziarsi di parole. È possibile?
Me lo chiedo seriamente, perché purtroppo a me succede l’esatto contrario e, se guardo una puntata di Masterchef con lo stomaco semi-pieno, dopo dieci minuti sto masticando il guscio Meliconi, fingendo che siano capesante.
Lui e Lei.
Si vogliono, si cercano, si parlano.
Lui taglia la pizza, Lei sorridendo gli dice: “Senti, ma giusto un pezzettino microscopico, così per rendermi conto delle schifezze che ingurgiti.”
Lui sorride e gliene taglia una fetta trasparente.
Lei sorride e si agita: “Ma è troppa!”
La fa comunque sparire in un decimo di secondo, come aiuti umanitari nel terzo mondo.
Lui sorride, Lei sorride: “È buona”, e se ne taglia un quarto.
Lui e Lei.
Teneri, belli, felici.
Al momento del dolce, lei ordina caffè al ginseng e lui un creme caramel.
Lui mangia, Lei lo guarda.
Lui le dice: “Vuoi assaggiare?”
Lei sorride, e risponde: “Ma sei pazzo? Lo sai quante calorie ha una cucchiaiata di questo dolce? Non basterebbe l’abbonamento triennale che ho fatto in palestra, per smaltirlo.”
 
Lui e Lei. Sorridono entrambi, nel loro gioco di ruoli perfettamente condotto.
Lui mangia, Lei sorseggia il caffè.
“Beh dai, ne assaggio solo un pezzettino, per avere in bocca un gusto dolce”, dice Lei.
Lui avvicina il piatto con il dessert verso di Lei, che senza respirare ne mangia più di metà.
Lei sorride, Lui un po’ meno.
Si alzano soddisfatti, Lei e Lui.
Lei sorride, Lui paga.
Lei e Lui.
Scopano, godono, sudano, si salutano.
Lei ripensa alla serata, Lui al kebab che sta per ordinare.
Lei sorride, Lui pure.
 

 

MANGIARE? MA SCHERZI?

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