Le "idee verdi" e la natura: l'orto sinergico e i suoi vantaggi

La mia generazione sembra aver dimenticato quello che era tanto caro nelle generazioni passate, forse perchè troppo impegnata nella digitalizzazione, ma qualche tempo fa, un esempio poco lontano da me mi ha illuminata nel campo delle Green Ideas: l'orto sinergico.
L'ho scoperto osservando mia madre e il suo darsi da fare nella contemplazione del suo orto; contemplava e ogni tanto lavorava, dava l'acqua e dissodava il terreno, ma finiva tutto lì.
 
 Perchè una tale stranezza? Quando si è curiosi si desiderano delle risposte e ed è giusto insistere fino a che non si ottengono; quella che si può avere può essere spiazzante e lasciare oltremodo confusi. La risposta è stata: agricoltura sinergica, Masanobu Fukuoka, biodiversità.
Queste tre parole mescolano dando vita a una delle Green Ideas più in voga fra gli ortocultori biologici: un orto autosufficiente eccetto per l'apporto d'acqua. 
Buffo vero? Per decenni le industrie si sono rincorse per creare il pesticida, il diserbante, il fertilizzante "migliore", tutto questo per poi scoprire che basta accostare due tipologie di piante che combattano le una i parassiti delle altre per risolvere la faccenda.
 
Tutt'ora tantissime persone continuano con ricorrenza annuale o biennale a comprare le piantine, quando basterebbe lasciare che le loro fioriture garantissero una nuova vita. Questa era definita da Masanobu Fukuoka "l'agricoltura del non fare". Il tutto deriva dalla semplice osservazione dei processi naturali e dalla presa di coscienza che è necessario mantenere il suolo come organismo autonomo in grado di rigenerarsi, mettendo in relazione i diversi elementi in modo che possano essere equilibrati e protetti. Non solo questo approccio garantisce un adattamento graduale della pianta al terreno e quindi anche una sua modificazione (sempre graduale), ma aiuta anche a non intossicare la terra e conseguentemente le falde d'acqua; dando poi vita alla rincorsa continua che è il ciclo naturale.
Quindi non solo si protegge il terreno, le acque, ma anche la biodiversità e tutte quelle specie che vengono sterminate o spinte a un continuo processo di modifica.
 
Ma non è solo la protezione  del terreno che è favorita dall’agricoltura sinergica: grazie agli strati di paglia applicati sul terreno sovrastante le radici, il suolo non rischia mai di ritrovarsi senza acqua o senza quel minimo quantitativo di umidità necessario per la vita dei microorganismi, la cui funzionalità e utilità è indiscutibile. 
 
Certo, l’assenza di pesticidi può portare qualche lumaca golosa verso la tua insalata, ma ci sono metodi, naturali e risolutivi anche per questo: la cenere, posta sopra e sotto lo strato di paglia che ricopre le radici delle nostre piante. 
A lungo andare potresti ritrovarti con un terreno povero di azoto, ma non per questo devi buttarci sopra una bomba chimica per farlo riprendere, basta che fra una pianta di pomodoro e l'altra inserisci una leguminosa, che oltre a garantire il continuo apporto di azoto al terreno, sviluppa anche dei parassiti che sono nemici di quelli che attaccano le Solanaceae.
 
Quindi non solo è naturale, ma è meno faticosa, aiuta la perseveranza e la pazienza- fidati ce ne vuole tanta-, aiuta il terreno non inquinandolo. Perchè non provare?
 
 
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