Lavorare troppo fa male e non è produttivo!

Quante volte il nostro capo ci ha chiesto di trattenerci in ufficio per finire un progetto?
Altre volte prolunghiamo l’orario di lavoro in corrispondenza di cene, riunioni, congressi, fiere etc. Siamo stanchi e stressati ed abbiamo la sensazione continua che il lavoro sia il centro della nostra vita e che quindi non c’è più spazio per quella privata.
 
Tutto questo, secondo recenti studi, oltre a fare male alla nostra salute mentale e fisica non è neanche produttivo per il datore di lavoro. 
Una persona ben riposata, lavora meglio di una esausta” lo sostiene Minda Zetlin giornalista di business technology e presidente dell'American Society of Journalists and Authors.
Nel suo articolo pubblicato su Inc.com. “L'assunto da cui partire può sembrare scontato. Ma presi come siamo dal tram tram quotidiano molto spesso ci dimentichiamo di respirare, di recuperare le forze, con conseguenze anche gravi”.
 
E allora che fare?
Può essere utile diminuire le ore di lavoro consentendo agli impiegati di passare più tempo con la propria famiglia piuttosto che fare sport o andare semplicemente al cinema con gli amici? 
 
Secondo gli svedesi si!
Sono  i primi a muoversi in tal senso dando il via ad un progetto/esperimento che prevede un orario ridotto per un gruppo di dipendenti del comune di Göteborg,  che, tuttavia, percepirà la stessa busta paga.
Dunque, se la loro efficienza supererà quella degli altri colleghi, che continueranno a lavorare per 8 ore, il progetto sarà esteso a tutti gli impiegati.
 
Portare a 6 ore la giornata lavorativa
Diminuirebbe le assenze per malattia perché gli impiegati sono più felici ed anche più sani e tutto ciò incentiverebbe la produttività. 
Allo stato, il progetto sta già dando ottimi risultati e alla fine dell’anno probabilmente sarà esteso a tutti i dipendenti. 
Tuttavia, è stata la Toyota di Göteborg la prima a fare questo tipo di esperimento già tredici anni fa, producendo, come risultato, un più basso tasso di avvicendamenti tra i lavoratori e un conseguente incremento sugli utili. 
 
In un paese come l’Italia in cui le ore settimanali sono veramente troppe questa soluzione potrebbe essere non soltanto decisiva per la produttività ma comporterebbe anche un aumento dei posti di lavoro.
 
 
 
 

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