Laureato? Non esultare, ancora.

Già ti vedo, in posa per la foto, corona d'alloro in testa come il sommo poeta, tesi in mano e sorriso paresico sul volto. Sotto braccio la tua ragazza o magari la nonna, magari anche la nonna della tua ragazza.
Nell'occhio scintille di speranza si diramano radicandosi in sogni di un futuro illuminato da successi.
Magari hai ragione, ma prima ti aspetta la pratica forense. Che fai, non ridi? 
Fai bene.
 
Amico mio, hai sbagliato, ho sbagliato anch'io. Se è vero che le speranze sono le ultime a morire allora stai certo che prima di loro ci restiamo secchi noi.
Il percorso dopo la laurea in Giurisprudenza non è come pensi, al contrario, è esattamente come si dice.
Hai sostenuto una trentina d'esami, alcuni sensati, altri meno, alcuni estremamente complicati eppure... Tu, le fotocopie le sai fare?
No eh? Bene, allora devi imparare, subito, ora, fronte retro, due facciate per pagina, scansione continua, esclusivamente in bianco e nero! Mai a colori, MAI!
È meglio che non ti dica cosa succede se le fai a colori!
 
Ti piace camminare? 
Scuoti la testa, ti vedo confuso...
Già, dovrai camminare, molto, con scarpe inadatte, che non sfigurino in aula. Tutte le questioni di cancelleria spettano a te, ultimo arrivato: devi andare in tribunale ogni giorno. Lo studio è lontano? Nessun problema! Parti un po’ prima e cammini più velocemente. 
 
I cancellieri li conosci? 
Te li raccomando, sono persone affabili e simpatiche, molto competenti e disposte a darti una mano, all'estero, in Italia no, dovrai lottare, dovrai batterli sulla dialettica per ottenere le informazioni che servono al tuo dominus, dovrai aspettarli per ore mentre scompaiono per il caffè, e si sa che poi la sigaretta ci sta.
Hai fretta, per caso? Loro no, punto.
 
Notifiche, ricerca di atti scomparsi, depositi, ritiro di sentenze, pignoramenti, iscrizioni a ruolo.
Devi andare al Tribunale amministrativo? Spero per te che non sia estate: lì si entra solo in giacca e cravatta, e le udienze le devi seguire, se no il libretto non lo convalidano. Ti consiglio di rifarti al metodo «Superman» porta un ricambio da mettere una volta tornato in studio altrimenti rischi la disidratazione o un colpo di calore che poi arrivi e scambi il dominus per un fax e gli digiti sulla camicia il numero da comporre.
 
Il pomeriggio è diverso, si lavora in studio, si fanno ricerche e magari si scrivono atti, finché «ppuff» salta una lampadina. Non preoccuparti, c'è la segretaria che risolve la situazione, ti da dieci euro e ti manda a comprare un neon di un metro e mezzo dal negozio più vicino, solitamente a circa 2 km di distanza, a piedi. E con  quel bastone fluorescente in mano sembri proprio Darth Vader, Dott. Darth Vader. Per la sostituzione ci pensa il tecnico. Come no. Lui ha detto alla segretaria come fare e lei te lo spiega molto dettagliatamente: sali su una sedia, un collega te la regge e tu provvedi all'inserimento del neon.
 
Inizi a cambiare anche tu, parli diversamente: sostituisci la parola «oppure» con «ovvero», le tue conversazioni si imperlano di «altresì, ciò non di meno e quandunque fosse». 
Inizi ad avere incubi a sfondo giuridico, ti svegli la notte ansimante e sudato, allunghi la mano sul comodino prendi il codice civile e lo scaraventi contro la porta credendo che un ufficiale giudiziario ti osservi nel buio. Stai tranquillo la maggior parte delle volte è solo un brutto sogno. 
 
So bene cosa stai pensando: «Ne vale la pena, tutti i lavori comportano sacrifici, ma almeno a fine mese...»
No, forse non ci siamo capiti, a fine mese sei tu che devi ringraziare loro, di soldi non ne vedrai, se non per rimborsarti le spese che anticipi.
 
È davvero così? 
 
Spesso, ma ti posso assicurare che sarà anche un bellissimo periodo, lo studio diventa una famiglia e il non andarci diventa un peso.
Un consiglio, trova dell'umorismo in tutto quello che ti capita, abbiamo tutti bisogno di una storia da raccontare e le più divertenti sono tragicomiche.