La storia delle mie tette, la graphic novel che ci fa ridere sul cancro al seno

Si può scherzare sulla malattia? E su un male terribile come il cancro al seno?
 

Si. L’autrice di “La storia delle mie tette” lo dimostra. Già il titolo fa sorridere; poi apri il volume e scopri che ad essere buffa non è solo la copertina.La graphic novelist Jennifer Hayden non tralascia nulla: dal patema d’animo nel vederle crescere alle sue amiche, all’invidia per quelle della mamma e della sorella quando a tredici anni era il piattume più totale, al fumo e all’alcol per sentirsi grande e sopperire a questa mancanza.

Fin quando alla mamma non viene diagnosticato un cancro al seno. E allora si rende conto che "le tette" tanto agognate possono anche rappresentare un problema. Filadelfia e la convivenza con il ragazzo che diventerà suo marito riescono a farla allontanare momentaneamente dal problema .Ma dalla vita non si sfugge. Già mamma di due figli, le viene diagnosticato lo stesso male. Al contrario della madre però, Jennifer sceglie una mastectomia totale.

L’intervento farebbe pensare ad una piega tragica della vicenda. Ma così non è. Si continua con lo stesso tono leggero e ironico delle prime pagine. Se i veri artisti riescono a sublimare la sofferenza personale trasformandola in bellezza, possiamo considerare la Hayden parte della categoria. Bellezza come un’irresistibile graphic novel che non ha nulla di superficiale, ma riesce farci sorridere e provare gratitudine per il nostro seno poco capriccioso.

Grazie Jennifer. 

di IRENE CALTABIANO

 

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