La Sicilia e' una terra che, al di là di ogni logica, amo profondamente

Quella tra Ninetta e Salvatore sarebbe potuta essere una bella storia d'amore

toto riina e ninettaE invece e' la tragica storia di un sodalizio criminale che, producendo un infernale mix di omicidi, corruzioni, furti, attentati e successivi ergastoli, ha contribuito non solo alla rovina di una delle piu' belle e antiche regioni del nostro paese ma dell'intera nazione.

Ninetta, recitando la parte della donna innamorata, cosa che, per la nostra giustizia, sembra essere un fondato argomento giuridico per convivere senza colpa con un latitante , piu' o meno, se l'e' sempre incredibilmente sfangata.

Nella repubblica delle banane quale siamo, lei e' un' ex insegnante di Italiano a cui non mi stupirei se passassimo pure una pensione. 

Non ho idea di cosa possa aver insegnato ai suoi alunni quand'e' arrivata a Manzoni, magari ha spiegato che nel paese di Don Abbondio e' meglio fin da subito trovarsi un buon AzzeccaGarbugli e schierarsi con i "bravi". 

Questo, almeno, sembra aver capito suo figlio Giovanni che, a soli 20 anni, aveva gia' accumulato 4 omicidi.

Salvatore, al contrario di Ninetta, dopo 23 anni di latitanza, e' dal 1993 che accumula incessantemente un'incredibile sfilza di ergastoli. Le sue si potrebero quasi definire le mani piu' lorde di sangue dai tempi delle razzie vichinghe. 

Un esercito in guerra avrebbe difficolta' a stare appresso al ritmo di ammazzamenti che ha accumulato nella sua carriera. 

Eppure, nonostante tutto, non e' nemmeno questa la colpa piu' grave che io gli addebito.

La Sicilia e' una terra che, al di là di ogni logica, amo profondamente

 Lo scorso anno mi e' capitato di dover percorrere il tratto di costa tra Milazzo e Palermo e, alla vista dello scempio irreparabile, composto da grumi di villette a schiera , villone, fabbriche, ecomostri e scheltri in calcestruzzo di varia natura e fattezza, perpetrato ai danni di quella meraviglia assoluta della natura e della storia, mi si e' stretto il cuore.

Se non avessi condiviso il viaggio con degli sconosciuti, sarei scoppiato in un pianto a dirotto.

Cosi' come la mia adorata Palermo, sporca, saccheggiata, devastata e dissanguata da un'urbanistica da incubo concepita da autentiche bande di gangster, è il tremendo prodotto di questo indissolubile sodalizio tra la mafia e la politica.

La politica di un tempo e la politica di oggi

La mafia di ieri e la mafia di oggi che, anche quando non imbraccia i mitra o mette bombe, resta radicata nell'anima profonda di un popolo umiliato che non vede piu la speranza nella civile convivenza regolata dalle leggi comuni e condivise, ma solo nel favore concesso dal potente di turno, sia esso un poitico, un prelato, un dirigente o un banale impiegato inchiavardato dietro una strategica scrivania pubblica.

Questa e' la storia di Riina

toto riinaQuella di un uomo che, in 87 anni di vita, non solo ha commesso omicidi, ma e' riuscito a umiliare e piegare a suo piacimento la storia e la cultura di un intero popolo, e di sua moglie Ninetta che, nell'insegnamento ai suoi alunni, ha sostituito la gloriosa cultura della Magna Grecia con quella infima del "magna magna".

Che pena ci puo' mai essere per un uomo come questo che, a sangue freddo, concepiva "l'ammazzamento", donne e bambini inclusi, fino al ventesimo grado di parentela dei pentiti?
Francamente non ho la certezza di nulla ma, lasciandomi condurre dall'istinto , direi che la sua liberazione per motivi di salute, mi sembra solo una grande presa per il culo.

Il nostro diritto ha radici in "Dei delitti e delle pene" 

Ma ho il forte timore che, se Cesare Beccaria potesse resuscitare, si strapperebbe i capelli a vedere cosa abbiamo fatto dei suoi razionalissimi principi a cui e' stato assegnato un senso di stucchevole buonismo, piuttosto che quello originale di puro e sano utilitarismo.

Come spesso accade, il suo testo e' stato sbocconcellato

A tratti adottato o ignorato, a seconda delle convenienze ideologiche del momento. 

Sono certo che, se dessimo in mano a lui la faccenda di dover decidere sulle sorti di Riina, butterebbe la chiave della sua prigione in un pozzo profondo come l'inferno da cui, nascendo, è uscito nel 1930.

francesco merendadi Francesco Merenda
Blogger 

 
 
 

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