La dolce battaglia: asili per i figli dei braccianti agricoli

Esistono fenomeni che solo in certe aree possono essere compresi in pieno. Piaghe sociali come il caporalato, un antichissimo sistema di organizzazione del lavoro agricolo temporaneo, diffuso soprattutto nel Meridione. Un dipendente seleziona quotidianamente braccianti, inseriti in gruppi dalle dimensioni variabili. 
 
Si sgobba nei campi tutto il giorno. Non contano né l’età, né il sesso, ma la fatica. Paga quotidiana? Dieci euro. L’impellenza del guadagno giustifica ogni cosa: sfruttamento, nessun diritto o garanzia, tanta stanchezza. In Puglia sono molti gli uomini e le donne costretti a sudare nelle campagne. Partono nottetempo e  tornano dopo quasi 24 ore. Qualche minuto per dare un bacio ai propri bambini prima di crollare per lo sfinimento, e il giorno dopo ricomincia il girone infernale.
 
In provincia di Brindisi, a Villa Castelli, apre l’asilo nido notturno per accogliere i figli dei braccianti. Un gesto di solidarietà in aiuto alle vittime di un sistema disonesto e mafioso. L’orario dalle tre di notte fino a tarda sera è previsto da maggio a settembre, periodo in cui il lavoro nei campi richiede maggiore manodopera. I bimbi ammessi sono 75,  divisi in tre sezioni in base alle esigenze dei genitori. Le famiglie meno abbienti hanno possibilità di sconto dal 20 al 90%.
 
Il progetto, proposto dall’amministrazione comunale, è volto a sostenere i cittadini costretti a lunghi spostamenti per giungere nelle campagne pugliesi e lucane.  L’appalto  è stato affidato alla Cooperativa Giocartacicli, tramite regolare gara.  Un servizio navette agevolerà lo spostamento dei più piccoli nel corso della giornata. Il primo turno va dalle tre alle nove del mattino, il secondo dalle nove alle undici, con servizio mensa compreso. L’ ultima fascia è fissata dalle quindici alle venti e prevede il centro ludico pomeridiano per la prima infanzia.
 
Un iniziativa come l’asilo notturno sarà presto replicata in altre regioni. In prima linea l’Emilia Romagna, sempre attenta all’educazione infantile. Anche qui infatti sono molti i genitori con specifiche esigenze lavorative.
 
Una notizia parallela che riporta alla luce il problema principale: lo sfruttamento continuo e inaccettabile della manodopera agricola. Perché di lavoro si vive, non si sopravvive.
 
 
I nuovi schiavi sono nei campi di pomodori...guarda il video:
 

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