La creatività è il miglior palinsesto

Cattiva maestra televisione. Si intitola così un  saggio del filosofo contemporaneo Karl Popper sulla capacità del piccolo schermo di condizionare, nel bene e nel male, i comportamenti di massa.

 
 La sua soluzione al potere negativo telematico è una patente per ideare programmi, che renda consapevoli i produttori del loro ruolo di educatori di massa. I ragazzi di “Smonta il televisore accendi un’idea”, propongono la loro.
 
L’iniziativa nasce nel 2011 a Firenze, da un’intuizione dell’artista marsalese Fiorella Bonifacio. Si tratta di una performance i cui protagonisti sono gli Smontatori, persone che insieme scompongono televisori per dar vita a nuovi oggetti. I materiali residui vengono poi differenziati e quelli inquinanti smaltiti secondo normativa RAEE.  Il principio base è sensibilizzare il pubblico verso uno spirito più critico nei confronti della tv spazzatura.
 
La manifestazione è stata replicata a Roma nel 2013. È stata, inoltre, recentemente presentata nell’ambito di Maker Faire, kermesse di invenzioni diventata un appuntamento fisso per addetti ai lavori e non solo.
 
Non distruggere dunque, ma smontare: il primo è un verbo che rimanda a un concetto di violenza. Il secondo invece ha il duplice significato di smembrare qualcosa nei suoi elementi costitutivi, ma anche privare qualcuno delle sue sicurezze. I televisori vengono dunque smontati doppiamente , fisicamente e metaforicamente.
 
 Come dei novelli Dada, anche loro rifiutano la politica del momento sovvertendo gli standard estetici e l’uso convenzionale dell’oggetto.  Se nel primo caso era una strategia antibellica, qui l’intento è restituire all’uomo il ruolo di protagonista che oggi gli viene gradualmente tolto. Gli Smontatori sottolineano infatti il valore di un prodotto totalmente artigianale e personale, contro un modello sociale standard che il palinsesto propone. Inoltre la creazione condivisa stimola il processo di socializzazione.
 
Il piccolo schermo è ancora il mezzo  più utilizzato dagli italiani, nonostante la diffusione del computer. Sta a noi scegliere se continuare a subire passivamente o alimentare lo spirito critico e la fantasia.
 
 Partecipare alla manifestazione, secondo l'opinione dei presenti, è un po’ come tornare bambini, quando ci si divertiva a smembrare i giocattoli. Dai vecchi televisori finora sono stati ricavati teatrini di marionette, lampadari, maschere. Il pezzo forte è il Telelavandino, come l’ha ribattezzato il suo realizzatore, Giuseppe Castelli.
 
L’iniziativa ha parecchi sostenitori nel mondo dello spettacolo: Giorgio Albertazzi, Dario Argento, Marco Baldini, Max Gazzè, Paola Maugeri, Vauro, Vittorio Sgarbi, Linus, Valerio Mastandrea, Francesco Pannofino e veramente tantissimi altri (l’ intera lista è presente sul sito del progetto). Il denaro raccolto tramite crowdfunding è già sufficiente per lo sviluppo della prossima edizione.
 
 Il consiglio è dunque spegnere la tivù e sintonizzarsi su frequenze più interessanti: per esempio le relazioni umane e la capacità critica.
 
 
Una breve intervista all'ideatrice del progetto... Guarda il video!
 

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