Jason Taylor, la denuncia sociale si muove sott'acqua

Persone che camminano sul fondo dell’oceano?
Non è un sortilegio, ma l’opera d’arte contemporanea di Jason deCaires Taylor, già autore di numerose mostre sottomarine.  Il Museo atlantico di Lanzarote,  a 14 metri di profondità sotto l’ isola delle Canarie, presenta opere di stringente attualità, affrontando  temi come  immigrazione e morti in mare.
 
Le installazioni già depositate sul fondale sono The Rubicon e The Raft of Lampedusa. La prima è un complesso di trentacinque figure umane, con tanto di  zaini, smartphone e tablet che camminano in direzione di un muro, inteso sia come punto di non ritorno che come un portale che si spalanca su un nuovo mondo. La seconda, La zattera di  Lampedusa, è un chiaro omaggio al capolavoro di Thèdore Gericault: tredici figure disperate e sofferenti su un barcone, in attesa di ricevere aiuto. Le statue sono così realistiche da risultare inquietanti; acqua e tempo le modelleranno per trasformarle da oggetti inerti ad elementi viventi, parte integrante del paesaggio marino.
 
Nell’area è presente anche un orto botanico, a protezione degli eco-sistemi marini. Sarà aperta agli appassionati di immersioni e snorkeling. «L’opera non è da intendere come omaggio o memoriale alle tante vite perdute” – spiega l’artista – ma come un duro monito, che chiama in causa la responsabilità collettiva della nostra comunità ormai globale ». Non è la prima volta che l’artista stupisce con le sue creazioni.  Il quarantenne inglese ha già realizzato imponenti installazioni sottomarine  a largo dell’isola di Grenada, nei Caraibi, mentre nel 2009  ha co-fondato un museo marino a largo di Cancun.
 
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