Il Mondo del lavoro: questo sconosciuto

Piccole considerazioni sulla condizione del precariato. 
 
Ebbene sì, molti ne parlano, altri preferiscono non nominarlo nemmeno, mantenendo un profilo basso per non farsi notare. Sicuramente  tutti lo temono.
Parliamo del mercato del lavoro, una realtà astratta che permea la vita quotidiana e- spesso- gli incubi di ognuno di noi.
Ah, i bei vecchi tempi in cui c’era lavoro per tutti, o per chi aveva voglia di lavorare... E ora? Che è successo? 

 
Un nemico sconosciuto ha invaso la nostra tranquillità, il nostro desiderio di acquisire indipendenza (o mantenerla!). Il sogno di costruirsi una famiglia, comprarsi una macchina, farsi una dannata vacanza, o, che diamine, anche solo ubriacarsi una sera per dimenticare i malumori della settimana! Perché, non so voi, ma ultimamente non posso permettermi nemmeno una bottiglia di grappa, e stiamo parlando di una bottiglia d’acquavite mista ad acqua piovana del discount, non di deliziose, sfrigolanti e frizzanti bollicine francesi (tra l’altro, non mi sono mai potuta permettere di assaggiarne neppure un ditale da cucito).
 
Di quale nemico sto parlando? 
Della CRISI, questo orribile virus che sta dilaniando, appunto, il mercato del lavoro.
Viviamo ormai in una realtà in cui il concetto di lavoro a tempo indeterminato è mistico. Esiste? Mi capiterà mai di constatarne l’esistenza?
Ormai anche le persone che hanno la fortuna di leggere sulla busta paga la voce «tempo indeterminato» tremano e studiano come fare a stare a galla. 
 
Cassa integrazione, riduzione di stipendi, ferie forzate… Sono in pochi coloro che non abbiano mai sentito aleggiare sulle loro testoline la presenza di questi esseri maligni. Mentre sono davvero in tanti quelli che vivono a botte di tirocini. Oh sì, vedo molti di voi grattarsi le braccia e la faccia, queste parole hanno il magico potere di far venire l’orticaria. 
Il tirocinio, soprattutto nelle nuove formule, è quel nuovo tipo di contratto atipico che permette ai giovani di “avere un’opportunità lavorativa che gli consenta di costruirsi l’esperienza che viene richiesta ad ogni colloquio”.
 
A volte questo è vero, in realtà la maggior parte delle volte il tirocinio è l’opportunità per il datore di lavoro di sfruttare senza nessuna pietà povere anime che l’esperienza già ce l’hanno, a spese dello stato o di chissà quali altri enti. Eh sì ragazzi, io stessa ho ricevuto un sacco di offerte di lavoro (ops, di tirocinio… non volevo scriverlo perché, sapete bene, fa venire l’orticaria! Grat grat!) proprio perché “avevo già l’esperienza necessaria!”
 
Sensato, no?
 
E se invece non è il tirocinio a lambire le nostre membra desiderose di lavorare, allora eccolo, arriva lui! Sin da bambina sono stata avvertita di stare attenta al temibile uomo nero, ma si sa, i ricordi che si hanno della propria infanzia spesso sono distorti dal passare del tempo, poiché ora ho capito che la minaccia non era riferita all’uomo nero, bensì al lavoro nero. Lui è l’atro scagnozzo. Non che ci piaccia, ma spesso ci viene offerto come se fosse qualcosa di allettante, anche a chi ha un contratto di poche ore: «Dai, non regolarizziamo le tue ore di lavoro. Ci guadagniamo sia io che te! Io risparmio sulle tasse e tu guadagni qualcosa in più!» 

E vogliamo parlare dei vouchers? No, questo non fa venire l’orticaria, questo fa partire direttamente l’embolo, quindi meglio che non li si nominino più! I v***** sono una forma di… Tickets? Che permettono di pagare l’IRPEF e la copertura per gli incidenti sul lavoro per chi si diletti con il lavoro occasionale. Potrebbe essere una cosa utile per coloro che vogliano arrotondare il proprio stipendio, non fosse che:
a) ma chi ha uno stipendio si abbassa ad accontentarsi dei v**** per due spicci in più? 
b) ma chi ha voglia di sorbirsi ore e ore di coda negli uffici postali per raccattare due monete in croce, quando è più facile sedersi davanti a una chiesa e aspettare comodamente la carità di qualche anima pia?
 
Ci sarebbero un sacco di altri tipi di contratti di cui parlare, ma è meglio fermarsi qui, ché tra orticaria ed embolia temo di aver già provocato qualche morte davanti ai pc.
Tutto questo con la scusa di farci fare esperienze lavorative. 
Non so voi, ma io ho un curriculum vitae dello spessore delle pagine gialle…
 
E l’indipendenza? Non so se mai arriverà, nel frattempo ho deciso di mettere in vendita su e-bay un rene, un polmone e una cornea (tanto ne ho due), un pezzo di fegato (tanto ricresce), il sangue (0 positivo, per chi fosse interessato), mentre su subito.it, se guardate tra gli affitti, vedrete che a una modica cifra viene affittato un utero. È il mio!
Buon precariato a tutti, e attenti al lavoro nero!

Di Mara Genotti Brat


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