Il mio grosso grasso pargolo

Bambini affaticati dopo cinque minuti di corsa.

Attaccati ai tablet o spaparanzati sul divano per ore a guardare la tv. In una parola: grassi. Quarantuno milioni, tanti sono oggi i piccoli sotto i cinque anni in sovrappeso o obesi. Dieci in più rispetto al 1990.  I dati di Echo (Commission on Ending Childhood Obesity) stupiscono: il 25% dei bimbi più grassi non sono gli europei, bensì gli africani. Lo stesso continente in cui c’è più malnutrizione.

Una cosa non esclude necessariamente l’altra. La denutrizione durante la prima infanzia infatti aumenta il rischio di diventare obesi quando la disponibilità di cibo aumenta. «Molti paesi» riporta il documento, «affrontano oggi un aumento della malnutrizione in tutte le sue forme, con un’impennata nei tassi di obesità infantile così come di denutrizione e blocco della crescita. Il problema in questo contesti non è riconosciuto come questione pubblica, perché culturalmente un bambino in carne è spesso considerato in salute».
 
In Italia invece , secondo OkKio alla salute, report pubblicato da OMS, sono il 23%, gli obesi il 9, 8%. La situazione è migliorata rispetto al 20,9% e al 12, 3% del 2008. Le percentuali più alte sono concentrate in centro e Sud Italia. Troppe sfogliatelle e parmigiane? Il fenomeno non dipende solo dalla rinomata buona cucina, ma è legato a poco sport, mancanza di mense e scarsa educazione alimentare. La poca disponibilità di risorse purtroppo induce i Comuni a tagliare sulle spese, condannando i più piccoli alla ciccia. 
 
Inoltre, se un bambino ha entrambi i genitori grassi, ha alte probabilità di presentare gli stessi problemi da adulto. In Campania il 26, 2% delle madri è in sovrappeso mentre l’8, 7% è obeso. Per i papà si parla invece di 21,3% e 15,5 %. Peraltro l’obesità è concentrata maggiormente nei piccoli centri ( che panifici e rosticcerie siano più facili da raggiungere?).
 
Meglio dire no a merende troppo abbondanti, poca frutta e  bevande caloriche. Al massimo, una pizza o un cucchiaino di Nutella ogni tanto ( il piccolo Lucio docet). 
 
Irene
 
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