Fuga verso i sogni

Renzo Piano disse: «i giovani dovrebbero partire per curiosità,non per disperazione»,eppure quanti ragazzi in cerca di un occupazione lasciano il proprio paese per giungere in un altro dove probabilmente le possibilità di lavoro sono maggiori? Fin troppi, ma il punto è che molto spesso,specie nel nostro paese,non c’è altra scelta. 

Ogni giovane ormai è come ossessionato dal timore di «restare disoccupato»,così tanto che è influenzato nelle sue scelte per quanto riguarda il percorso di studi. Ma è eticamente giusto? Perchè ai nostri giorni un ragazzo non può neanche sentirsi libero di perseguire i propri sogni? È come se in un certo senso non potessimo neanche permetterci di riempirci la testa di quegli obiettivi, di quei progetti, che normalmente chiunque dovrebbe possedere, perché in una società come la nostra, in un tempo come il nostro, possono essere addirittura considerati «utopici». Ma un uomo senza utopia, è un uomo perso, perciò è necessario lottare per ciò che si vuole, per ciò che si desidera, fino alla fine. 

Può anche essere considerato da folli intraprendere un percorso di studi,che fondamentalmente non garantisce nessun tipo di futuro in ambito lavorativo, ma deve essere fatto ugualmente, purchè ognuno di noi possa procedere secondo la proprie passioni,le proprie «vocazioni». Che senso avrebbe ritrovarsi un giorno, con un lavoro «sicuro» dal punto di vista economico, ma che dentro di noi non muove nulla? Il lavoro deve essere passione, deve essere gratificazione,tutti fattori che probabilmente il compenso economico ci garantisce,ma non basta per determinarli. Perciò sì, probabilmente richiede già coraggio intraprendere una formazione scolastica,che si basi su quelli che sono i nostri «sogni», anche se siamo a conoscenza che l’impatto con la realtà sarà disastroso, e con la realizzazione dei nostri «ipotetici progetti» probabilmente non avrà nulla a che vedere. Eppure c’è chi questo coraggio lo possiede, perché bisogna sempre inseguire i propri sogni,e tutto ciò che di difficile le nostre stesse scelte possono comportare,sarà affrontato,con la consapevolezza di aver tentato, e di non aver mai rinnegato, perseguendo i nostri sogni, e quindi, il nostro stesso essere. Molti sicuramente non saranno d’accordo con ciò che scrivo poichè in questo periodo di crisi economica non c’è spazio per i sogni, e proprio questo rende necessario lasciare il proprio paese e cercare di realizzarli altrove. 

Spesso a partire, non sono soltanto i giovani in cerca di un’occupazione degna della loro preparazione, ma anche semplicemente chi non trova impiego nei lavori più «semplici» che richiedono una minore qualificazione. Ad ogni modo la situazione reale è questa, può essere analizzata, criticata sotto ogni prospettiva, ma per chissà quanto resterà tale. Dunque bisogna agire,bisogna partire,fuggire verso luoghi che non ci facciano rinnegare i nostri sogni, e solo dal momento in cui sono stati realizzati, possiamo tornare.

di Carlotta Longombardo

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