Questo articolo potrebbe urtare la vostra ironia: le piante soffrono?

Sulla fan page del Progresso etico vegano ho trovato questo assurdo articolo ripreso dal blog di Carla Sale Musio, sedicente psicologa e terapeuta che farnetica di digiuni e crudismo, sostenendo che i comuni mortali siano in realtà dei tossici, dei carboidrati-dipendenti, dei fattoni di pizza. Secondo questa santona solo chi si nutre poco, solo chi mangia poco cibo (crudo) può ambire alla salute, alla purezza d’animo.
Prendetevi un minuto per leggere questo assaggio di follia, ne vale la pena, davvero:

"Gli animali ci mostrano la sofferenza e la paura di morire, ed esprimono il dolore in modi identici a quelli degli esseri umani. Scappano, piangono, gridano si disperano, sanguinano, agonizzano e cercano aiuto con gli occhi e con i gesti. Proprio come noi. Le piante, invece, non hanno occhi per guardare né gambe per scappare, non sanguinano e non piangono, e questo rende molto più difficile l’identificazione e la possibilità di riconoscere in loro la paura della morte e l’attaccamento alla vita. [...] Dovendo sacrificare qualcuno per la propria sopravvivenza, i vegani preferiscono uccidere quegli esseri che, essendo privi di sistema nervoso, almeno non hanno una percezione fisica del dolore. 

Certo, tutto ciò che è vivo vuole vivere e non morire. Però, raccogliere erbe e frutti è un po’ come tagliarsi i capelli o farsi la barba, mentre ammazzare mucche, pecore o galline è simile a tagliarsi le dita (esce molto sangue e si prova un dolore terribile). Probabilmente neanche i nostri capelli sono felici di incontrare le forbici del parrucchiere, né la barba è contenta di essere rasata, né i peli sono d’accordo a essere strappati con la ceretta o bruciati con la luce pulsata. [...] 

Mangiare non è mai etico. Le grandi figure spirituali di tutti i tempi ci hanno mostrato con l’esempio delle loro vite che l’evoluzione dell’anima cammina nella direzione di un nutrimento fatto di energia pura più che di alimenti, di Luce più che di cibo. Ma tutti noi, comuni e imperfetti mortali che ancora non abbiamo raggiunto la saggezza e la consapevolezza spirituale necessarie per vivere di sola Luce, non riusciamo a rinunciare al cibo e per vivere abbiamo bisogno di mangiare (almeno per adesso)."

Anch’io non vedo l'ora di avere la consapevolezza spirituale per vivere di sola luce. Quanta sofferenza provoco ai miei capelli ogni volta che mi taglio la frangia? E gli uomini non si vergognano a farsi la barba ogni giorno? Lasciamo stare, gli uomini poi sono assassini di massa, con una sega ammazzano milioni di esseri viventi. E la ceretta? Quella non arreca sofferenza solo ai peli. 

E i capelli che cadono spontaneamente soffrono o no? Forse si suicidano? E ogni ciclo mestruale è quindi una potenziale vita sprecata? Non parliamo poi dell’inquinamento dovuto agli assorbenti. Molto meglio non mangiare e causarsi l’amenorrea. Ma se ci si nutre soltanto di luce si può porre fine a tutto questo. MORENDO. E diventando vita per i vermi che, infatti, spopolano nella società di oggi.

Insomma, nessuno pensa alle carote. E neanche ai marò.

Vale

 

Guarda il video del killer di carote più popolare di Roma!

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