Cosa significa scegliere?

Cosa significa scegliere?

Me lo chiedo in questo pomeriggio che regala anticipi d’estate, dopo giorni pieni di emozioni dalle varie sfumature.
In realtà siamo continuamente chiamati a prendere delle decisioni, ad optare per una cosa o per l’altra: caffè o the a colazione? O entrambi?  Cosa indosso oggi? Esco a piedi o in macchina? Che musica ascolto? Che libro leggo? Etc...
Infinite possibilità.
 
Infinite vie percorribili.
La parola scegliere ha derivazione latina “ex-eligere” che significa optare, preferire, decidere.
Ora, al di là delle piccole scelte quotidiane, talvolta anche automatizzate, ci sono momenti in cui talune situazioni implicano riflessioni decisamente più accurate prima di ex-eligere.
E’ in questi casi che una scelta comporta un cambiamento.
E’ questo che rende il decidere complesso.
 
Molto spesso il cambiamento ci terrorizza.
Ci muoviamo con sicurezza entro le nostre certezze e il pensiero di un qualche elemento nuovo ci destabilizza.
Eppure percepiamo quella insofferenza che non ci permette di più di adattarci allo stato dei fatti.
Risulta complicato prendere posizione, esporsi ad un rischio di vulnerabilità quando approcciamo al nuovo, a ciò che non ci è noto.
 
Ma il nostro sentire o semplicemente gli eventi, ci chiamano a prendere una via.
Ricordo da bambina che la tv trasmetteva ogni settimana un film che trattava storie di donne; il ciclo si intitolavaDonne al bivio”.
Non conoscevo il significato della parola bivio. La cercai sul dizionario (all’epoca di un pc -e soprattutto di una connessione internet-nemmeno ad averne mai sentito parlare).
Nella mia genuinità infantile non capivo perché mai piazzavano queste donne ad un incrocio e per di più senz’auto.
 
Ho imparato con il tempo che siamo continuamente su quell’incrocio e che le vie percorribili aumentano progressivamente; che prenderne una significa rinunciare a tutte le altre; indi per cui è importantissimo sentirsi, sintonizzarsi sulla frequenza della propria percezione per avvicinarci il più possibile alla scelta che desideriamo nel profondo.
E’ complesso perdere l’orientamento e dover ricostruire, eppure è necessario. Talvolta perché siamo noi a sentirlo, talvolta perché la vita ce lo impone.
 
Ma fa compagnia il pensiero che in ogni caso non si tratta di un punto di arrivo.
Che potremmo sempre modificare il percorso e prendere un’altra strada.
Siamo in continuo divenire e tutto ciò che dobbiamo fare e metterci in marcia, decidere una direzione e sfruttare il vento a nostro favore. 
E se ci rendiamo conto che non ci sentiamo più… CAMBIARE…
Una volta…
Due…
 Tre….
 Infinite… 
Non esiste regola se non il rispetto per sé.
Siamo gli artefici del nostro oggi e del nostro domani; non possiamo certo prevedere gli eventi ma possiamo decidere che tipo di persone vogliamo essere e come gestire tali eventi.
 
Non esiste vento favorevole per il marinaio che non sa dove andare” (Seneca).
 

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