Carbonara e panini killer

I carbofobi,  individui terrorizzati dai carboidrati.
Una volta era il fritto , ora sono  pane e pasta gli attentatori della nostra linea. Ultimamente  sembra esista un vero e proprio terrorismo nei confronti di determinati gruppi alimentari. La guerra a farinacei  e simili sarebbe inefficace non solo ai fini di una nutrizione sana e corretta, ma anche di un dimagrimento reale. 
 
I fanatici della forma fisica stanno degenerando verso diete fatte di privazioni e fissazioni. 
Eliminare carboidrati dalla propria dieta non solo  comporta limitare apporto energico al corpo, ma anche frustrazione da desiderio di un vassoio di dolci o di un fumante piatto di spaghetti. Oltre ottanta ricerche svolte su 500mila persone hanno dimostrato che i grassi saturi non aumenterebbero il rischio di malattie cardiovascolari, né risulterebbero particolarmente dannosi per l’organismo.
 
La ricerca della perfezione diventa una sorta di  droga dalla quale l’assuefatto non può disintossicarsi. 
La sostanza da cui i carbofobi sono dipendenti è il cibo puro, cioè scondito, leggero e senza grassi, tanto da portare a malnutrizione, malattie croniche e depressione.
 
I soggetti maggiormente colpiti dalla nuova patologia sono i trentenni in carriera. Non si tratta di un disturbo, paragonabile in termini di gravità, a bulimia e anoressia, ma a lungo termine  può provocare danni come ictus, diabete e attacchi cardiaci. Inoltre è più difficile da individuare rispetto alle più note patologie legate all’alimentazione. Il desiderio di esser sani passa dall’evitare cibo spazzatura fino a sfociare nella paura di alimenti necessari come latticini e derivati del grano.
 
Si deve inoltre fare distinzione in carboidrati semplici e complessi. I primi si trovano in  frutta e verdura, i secondi in pane, riso, patate e tutti i lavorati come farina bianca, biscotti e torte. Un annuncio a tutti i golosi: non è necessario eliminare completamente tali leccornie ma è sufficiente limitarle. 
 
La patologia è stata oggetto di studio della conferenza Food Science & Food Ingredients: the need for reliable scientific approaches and correct communication, svoltasi a Firenze pochi mesi fa. Da qui è emerso il bisogno di studi più idonei in campo nutrizionale. La ricerca dovrebbe infatti focalizzarsi su modelli sperimentali meno ovvi, considerando anche aspetti psicologici, culturali e sociali del cibo.
 
Amanti del fitness, d’accordo dieta e attenzione a ciò che si mangia. Ma non incorrete in trappole che rischiano di farvi perdere molto più che qualche centimetro di pancia.
 
 
 
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