Blake Mycoskie: «l’economia può essere buona. Ora vi spiego perchè»

Cinico, spregiudicato e schifosamente materialista. Questa è l’identikit dell’imprenditore “pompato” dai media, e inevitabilmente scolpito nell’immaginario collettivo. Come spesso succede però, la realtà è molto più varia e ricca, e basta scavare un po’ per scoprire storie interessanti e, perché no, emozionanti. Storie che non t’aspetti. Oggi raccontiamo quella di Blake Mycoskie, brillante start upper texano under 40 che nove anni fa ha creato Toms, azienda di calzature improntata al pro-business. Compra un paio di scarpe e un altro verrà donato a un bambino che vive in un Paese povero: questo il suo motto, che l’ha resa leader e apripista della formula one for one, attualmente diffusa a macchia d’olio.
 
«Mi piace usare la definizione di imprenditore sociale. Io in passato sono stato un imprenditore puro, ho fondato cinque società. Ma quando ho fondato Toms, lo scopo è stato di tipo sociale, non solo per fare profitto. Abbiamo guardato la Triple Bottom Line, ossia il profitto, la gente e il pianeta, e mi sono identificato davvero molto con la figura di un imprenditore che usa il business per migliorare la vita, non solo per il profitto». Si presenta così Blake Mycoskie. Essere visionario ha pagato: attualmente infatti dà lavoro a 500 persone.
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Ovviamente, all’inizio non è stato tutto rose e fiori, anzi. Nei primissimi tempi la produzione delle scarpe ha messo tutti a dura prova. «Abbiamo avuto molti problemi a realizzarle, farle calzare bene e consegnarle in tempo. È stata una lotta perché c’era moltissima richiesta e non riuscivamo ad andare più veloci. Abbiamo buttato un sacco di soldi per scarpe che all’inizio non calzavano bene». Oggi però sono 35 milioni le scarpe donate in tutta il mondo (Argentina, Etiopia, Guatemala, Haiti, Rwanda, Sudafrica e Stati Uniti). 
 
«Il momento migliore è sempre nei viaggi per raggiungere i bambini, quando vediamo la differenza che crea nelle loro vite, quando ascoltiamo le storie delle loro famiglie, dei partner delle Ong con cui lavoriamo. È questo che ci motiva ad continuare nelle cose che facciamo». Un mondo fatto di imprenditori appassionati e generosi come Blake Mycoskie sarebbe sicuramente un mondo migliore.
 

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