Bello senz'anima. L'altra faccia del giornalismo

È possibile stabilire un diritto/dovere dell'informazione? A primo impatto si potrebbe rispondere di sì. Quante volte pensiamo che i mezzi di informazione, giornali o televisione, vanno troppo oltre? Quante volte i giornalisti, oppure gli stessi conduttori di programmi televisivi che raccontano fatti di cronaca, esagerano nei loro giudizi e nei dettagli? Spesso, si presentano come detentori della verità. Ma è davvero così? 
 
Effettivamente, molte delle notizie che ricaviamo dai mass media riguardo un fatto di cronaca, finiscono inevitabilmente per essere strumentalizzate dagli stessi. Un esempio su tutti: quando si verifica un omicidio o uno stupro, a parlarne non sono solo i telegiornali, ma anche e soprattutto sedicenti programmi di approfondimento, spesso pomeridiani. Per non parlare delle riviste nate ad hoc, per fornire dettagli macabri e/o scabrosi sull’accaduto.
 
Vi rendete conto? Come possono queste notizie, purtroppo ormai diventano quotidiane, diventare temi centrali degli stessi talk show che un’ora prima discutevano questioni tipo il vincitore del Grande Fratello? Eticamente è ingiusto e incomprensibile. Sono infatti argomenti delicati e complessi, su cui non ci si può permettere di fornire informazioni false. Come se non bastasse, i conduttori solitamente giocano a fare gli investigatori, ricostruendo magari la scena del reato. 
 
Nonostante questa importante e sincera premessa morale, tornando alla domanda iniziale basta riflettere un po' per capire che effettivamente non si può stabilire un diritto/dovere dell'informazione. Non si può,semplicemente perchè a varcare il limite dell'etica, non sono i giornalisti o i conduttori televisivi, bensì i lettori e gli spettatori stessi. Se esistono riviste e programmi pomeridiani, che speculano e raccontano falsi particolari su terribili eventi come uno stupro o un omicidio, la colpa è di chi legge quelle riviste e di chi guarda quei programmi pomeridiani. Se nessuno fosse interessato a tali dettagli, nessuno li darebbe. Perciò probabilmente molto spesso ci sono giornalisti e presentatori televisivi con una certa mancanza di morale, ma sono sono persone che svolgono il proprio lavoro andando incontro a quelli che sono gli interessi del pubblico, facendone quindi un insieme di persone prive di alcun principio etico.
 

 

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