Banca Etruria: nessun conflitto d’interessi. Parola del Governo…

«Abbiamo commissariato Banca Etruria come le altre, senza avere alcun riguardo per nomi e cognomi. Per noi non ci sono amici o amici degli amici. La realtà è più forte delle vostre strumentalizzazioni». Così Matteo Renzi ieri a Palazzo Madama, nel corso della votazione delle mozioni di sfiducia al Decreto che ha graziato quattro istituti di credito, tra cui quello a cui, appunto, è legata il Ministro Maria Elena Boschi.
Il Governo ha avuto ragione. Entrambe le mozioni sono state rigettate: quella proposta da Fi e Lega con 178 no, e quella del Movimento Cinque Stelle con 174 . 
 
«Se pensate di mandarci a casa dopo aver salvato posti di lavoro fatelo pure. Da parte nostra, c’è stato solo il tentativo di salvare un milione di correntisti e 7mila posti di lavoro. Siamo orgogliosi per una riforma che andava fatta 25 anni fa e che fu tentata da Ciampi e da Draghi. Se fosse stata fatta a fine anni Novanta in tante parti di Italia, a cominciare dal Nord Est, avremmo evitato le scene di questi ultimi 15 anni in termini di contiguità tra il sistema del credito e politica». Renzi ha difeso a spada tratta l’operato del Governo, rovesciando la responsabilità di negligenze e strumentalizzazioni sulla stampa italiana. «Nel 2015 gli articoli dedicati a Banca Etruria sono stati 1889, più numerosi di quelli dedicati all’immigrazione che sono stati 1770. Anziché parlare della Direttiva Europea sul bail-in o dei crediti deteriorati si è parlato solo di una delle quattro banche».
 
Insomma, una difesa accorata e accesa, che però non dà risposte alle migliaia di cittadini che hanno visto andare in fumo, in un attimo, i loro risparmi…
 
 

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