Andare oltre l’apparenza

Quanti possiedono la tipica convinzione che il proprio giudizio sia una sorta di giudizio universale?Quanti si sentono detentori di una verità assoluta?In realtà nessun giudizio è universale, nessuna verità è assoluta. Ognuno possiede la propria verità, poi sta a noi decidere se ,vale la pena o meno, condividerla con gli altri. Ad ogni modo è come se ci fosse sempre quella sorta di presunzione che ci porta a imporre la nostra verità su quella degli altri,che ci porta a guardare con la nostra ottica tutto ciò che si presenta ai nostri occhi : cose,situazioni,persone. 
 
Persone: quando applichiamo il nostro giudizio universale sugli altri,molto spesso, è inevitabile parlare di “etichette”. Affibbiare agli altri delle etichette, è un meccanismo spontaneo, naturale nella maggior parte degli uomini,e soprattutto è semplice. Etichettare qualcuno significa fermarsi all'apparenza,non andare oltre,non "approfondire" una persona, ecco perchè è facile,ed ecco perchè la maggior parte degli uomini lo fa.
 
Impegnarsi nello studio in maniera costante, non fa di qualcuno un “secchione”; avere un approccio omosessuale,non fa di qualcuno un omosessuale; fumare uno spinello,non fa di qualcuno un “drogato”; bere ogni tanto,non fa di qualcuno un alcolista; vestirsi di nero, non fa di qualcuno un “emo”.Gli esempi in realtà potrebbero essere infiniti, ma effettivamente quanti sono realmente disposti a “scoprire cosa c'è di più”? Tutti coloro che hanno realmente compreso che davvero l'apparenza in quanto tale ci garantisce una verità soltanto apparente,che le forme possono essere molteplici,ma sono solo forme, poichè il vero splendore sta nella “sostanza”. Il punto è che ognuno ha la sua storia, e c'è sempre un perchè. 
 
Il “perché” ovviamente non si scopre con l'apparenza e non lo si scopre con le etichette, ma il perchè di ogni persona lo si potrà svelare andando in profondità, senza mai fermarsi alla superficie. Tutto ciò rende ogni persona dannatamente interessante,ogni persona colpisce la nostra curiosità,il desiderio di andare oltre, e forse soltanto quando questa concezione arriverà a tutti, si potranno sconfiggere tutti i “muri” causati dalle etichette. Cechov scrisse: «E quando non sanno che etichetta appiccicarti in fronte, dicono: è un uomo strano, proprio strano!» In realtà i cosiddetti “etichettatori”, non sanno che coloro che vanno oltre l’apparenza applicano questo principio anche su di loro, ossia sveleranno il perchè e scopriranno la sostanza di tutti quelli che in verità si fermano soltanto alla forma.
 
 

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