Alberto Manzi, l'uomo che insegnò l'italiano al Bel Paese

Abbiamo fatto l’Italia…e ora insegniamo al popolo a parlare. 

 
Non tutti si ricordano che quasi  mezzo secolo fa viaggiare dalla Sicilia alla Toscana era come trasferirsi da Roma a Pechino. I dialetti di ciascuno erano infatti reciprocamente incomprensibili e l’analfabetismo dilagava. 
 
Un distinto signore pose  fine all’ignoranza diffusa: il suo nome era Alberto Manzi. Maestro e pedagogo, fu l’ideatore della trasmissione  “Non è mai troppo tardi”, programma che si proponeva di insegnare a leggere e scrivere a coloro che avevano superato l’età scolare.
 
Le puntate vanno in onda per un decennio circa. Le tecniche utilizzate sono assolutamente moderne, quasi multimediali. Venivano infatti utilizzati filmati, supporti audio, nonché il tratto sicuro dello stesso Manzi, che disegnava rapidamente bozzetti e schizzi su una grande lavagna.
 
I risultati hanno del prodigioso. Solo durante il primo anno di lezioni, 35.000 persone ottengono la licenza elementare. Comincia così un’esperienza rivoluzionaria, riproposta in 72 Paesi.
 
“Non è mai troppo tardi” viene  soppresso quando si moltiplica la frequenza alla scuola dell’obbligo. Mi sembra doveroso omaggiare uno dei più grandi insegnanti d’Italia. Forse l’Insegnante. Un professionista che ci rende nostalgici dei tempi in cui la televisione era ancora uno strumento di aggregazione.
 

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