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Osservatorio Findomestic. Il 63% compra online

Secondo l’Osservatorio di Findomestic circa due terzi degli intervistati dovranno sostenere o hanno già sostenuto spese scolastiche.
L’impatto sul bilancio familiare si conferma importante: in media chi dovrà effettuare tali acquisti ipotizza di spendere circa 735€, una cifra superiore a quella degli ultimi due anni, quando la spesa media prevista si attestava attorno ai 700€. Si prevede (o si teme) di spendere un 5% in più. Tale importo cresce all’aumentare del ciclo di studi dei figli: si passa dai circa 600€ delle elementari ai quasi 1.000€ del liceo. 
 
Come si affronteranno le spese.
Un dato in chiaroscuro, che sembra confermare le difficoltà ancora in essere di una parte dei consumatori italiani, riguarda le modalità con cui si farà fronte a tali spese: se il 51% degli intervistati ce la farà con il proprio reddito, un importante 21% (+ 3 punti percentuali rispetto al 2014) dovrà utilizzare i risparmi accumulati, mentre un altro 7% ricorrerà a prestiti di parenti e amici (era il 6% lo scorso anno). 
Il 5% richiederà prestiti o finanziamenti a banche o società finanziarie (dato analogo al 2014) e infine il 3% beneficerà di borse di studio. Per sostenere tali esborsi, inoltre, due intervistati su cinque pensano che dovranno rinunciare all’acquisto di almeno un altro bene, in particolare si ridurranno le spese per il tempo libero (specie per viaggi, cultura e spettacoli). 
 
Cosa pesa di più al portafoglio?
La voce che più di tutte peserà sul bilancio familiare è quella relativa ai libri, anche se la sua incidenza, forse per il maggior ricorso all’usato, è in diminuzione: si è passati dal 70% del 2013 al 67% del 2014, per giungere infine al 61% attuale. Decresce anche il numero di coloro che vedono nei quaderni una spesa importante (- 4 punti rispetto al 2014); al contrario aumenta, probabilmente a causa dei rincari degli ultimi anni, l’incidenza dei trasporti (26% vs 22% del 2014). 
 
L’Osservatorio conferma inoltre la crescita inarrestabile del commercio online per quanto riguarda gli acquisti scolastici. Libri e articoli per la scuola si comprano sempre più in rete: quest’anno ben il 63% ricorrerà a internet, dato in netto aumento rispetto a 2 anni fa.
 
Duccio
 
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15 banche commissariate: conti correnti a rischio!

Sono 15 le banche commissariate da Bankitalia e a rischio Bail In.
Dall’anno nuovo, l’eventuale crisi di una banca verrà risolta con il nuovo meccanismo detto “bail-in”: il salvataggio dell’istituto di credito, cioè, non avverrà più con soldi pubblici dello Stato e/o delle banche centrali (come è stato sino a oggi), ma attraverso la riduzione del valore delle azioni e di alcuni crediti (come quelli dei correntisti che abbiano depositato più di 100mila euro) o la loro conversione in azioni, per assorbire le perdite e ricapitalizzare la banca in misura sufficiente a risolvere la crisi e a mantenere la fiducia del mercato.
In sostanza, se uno di questi istituti fallisce verrà imposto un contributo ad azionisti, obbligazionisti e correntisti con depositi superiori a 100mila euro. 
Ecco quali sono e come proteggere i propri risparmi.
  • l'Istituto per il credito sportivo, 
  • la Cassa di risparmio di Ferrara, 
  • la Banca delle Marche, 
  • la Bcc Irpina, 
  • la Cassa di risparmio di Loreto, 
  • la Banca popolare dell'Etna, 
  • la Banca padovana credito cooperativo, 
  • la Cru di Folgaria, 
  • la Credito trevigiano, 
  • la Banca popolare delle province calabre, 
  • la Cassa di risparmio della provincia di Chieti, 
  • la Banca di Cascina, 
  • la Bcc Banca Brutia, 
  • la Bcc di Terra d'Otranto, 
  • la Banca popolare dell'Etruria e del Lazio. 

Oltre ai quindici istituti ci sono anche quattro intermediari non bancari a rischio: Medioleasing S.p.A., Commercio e finanza S.p.A., EstCapital sgr, Prisma sgr

Secondo la Banca d'Italia non ci sarebbero pericoli imminenti, e prima che il peso dei loro debiti ricada sui correntisti ci sono tre possibilità:
  1. vendere una parte dell'attività a un acquirente privato; 
  2. trasferire temporaneamente le attività e passività a un'entità (bridge bank) costituita e gestita dalle autorità per proseguire le funzioni più importanti, in vista di una successiva vendita sul mercato; 
  3. trasferire le attività deteriorate a un veicolo (bad bank) che ne gestisca la liquidazione in tempi ragionevoli.

 Solo in extrema ratio, quindi, si arriverà al Bail In, ma è del tutto evidente che i correntisti degli istituti commissariati non possono certo dormire sonni tranquilli.

Come cautelarsi dal rischio di bail-in? 

 
Innanzitutto l’investitore o il correntista dovrà porre attenzione al rating, la valutazione delle agenzie internazionali, che però in passato non ha evitato scottature.  
C’è poi il consensus degli analisti, ovvero i “consigli” di eventuale acquisto, mantenimento o vendita di un titolo. 

Utile può essere anche l’andamento dei Cds, i credit default swap che rappresentano il “premio” per assicurarsi contro il default (il loro rapido aumento segnala tensioni).   

Il dato, però, più interessante è il coefficiente patrimoniale (solidità patrimoniale).
Espresso come Cet 1, (che sta per Common equity tier 1), tale valore viene indicato nelle comunicazioni di bilancio e rappresenta il rapporto tra capitale ordinario versato e attività ponderate per il rischio delle banche. Più alto è il Cet 1, maggiore è la solidità dell’istituto, dunque di azioni e bond.   Se il Cet 1 scende sotto la soglia fissata dalla Banca Centrale, l’istituto deve porre in atto operazioni di rafforzamento patrimoniale. 

Considerazioni finali: "sempre che i bilanci siano veritieri"  ^_^ 

Duccio

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I tedeschi ci hanno rubato il primato del tarocco

La tedesca Volkswagen, proprietaria di marchi prestigiosi come Audi, Porsche e Volskwaken è su tutti i giornali per aver taroccato il sistema di emissioni di 11 milioni di autovetture. E adesso?

Ma come, non era previsto che un gruppo di "crucchi" ci fregasse brevetto. 
In un primo momento ho pensato che il capo ingegnere del sistema di emissioni della gamma marmitte della mega società tedesca fosse napoletano. Ma purtroppo no! Si chiama Martin Winterkorn, e non ha neanche origini italiane. Peccato!

Ma in cosa consiste questo tarocco alla tedesca? Niente di che. In pratica il software restituiva informazioni di un auto ferma anziché in movimento. Come se fosse in test. Il computer tirava fuori il certificato e via. 
Ma chi è preposto al controllo del codesto "certificato di emissioni"? L'ADAC. Un equivalente della nostra ACI.

Ma ad accorgersene del "tarocchino" è stata l'EPA, che è l'agenzia dell'ambiente federale USA. 
In pratica, sembra che le Audi, le Porsche ecc, a diesel, esportate in America, e soggette al controllo dell'EPA, abbiano fatto scoprire il "misfatto made in Deutschland"!

Detto tra di noi, al dilà della figuraccia mondiale, con un titolo che in 3 giorni ha perso il 30%, trascinando al ribasso anche Fiat & co., questo tarocco è una buona notizia: "sarebbe la prima volta che esportiamo qualcosa all'estero"! Peccato che non l'hanno ancora imparato bene. Ma con il tempo, si sa, si potrà fare meglio.

Comunque il mondo del tarocco in Europa si sta diffondendo anche in altri paesi.
Ecco il video della TV Belga che riprende i Carri Attrezzi Taroccati per rubare auto. W l'Europa!

Duccio

 

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